Rassegna storica del Risorgimento
ANNESSIONI ; TOSCANA
anno
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1941
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pagina
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473
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La questione dell'annessione della Toscana, ecc. 473
Intanto il 10 dello stesso mese si firmava a Zurigo la pace fra la Francia, la Sardegna e l'Austria rimovendo cosi la maggiore difficoltà quella cioè dell' Impero austriaco, ma rimaneva quella della opposizione dell'Impero francese. Fortunatamente il Ministero inglese appoggiava ed anche segretamente incitava gli italiani ad osare.
Non volendo perdere tempo, .il Governo toscano stabiliva che il giorno 10 partisse subito dalla Toscana la Deputazione che doveva presentare al Principe di Carignano il voto per la Reggenza.
Ma lo Spinola riceveva dal suo Governo ordine di invitare il Rica-soli a sospendere la partenza della Deputazione, dicendo che doveva mandare a Firenze uno speciale messo per fargli una importante comunicazione. Ed infatti, trovo nel carteggio Spinola in data 10 novembre una lettera ufficiale del Governo della Toscana che suona precisamente così:
Marchese pregiatissimo, II Barone Ricasoli mi ordina di cercarla per dirle che ai conosce già pubblicamente la data della partenza della Deputazione stabilita per lunedi; che ritardarla sarebbe un far nascere gravissimi sospetti e sgomenti e mali umori, e che quindi dal canto suo non crede di poter annuire al ritardo consigliato. Suo Devotissimo Celestino Bianchi.
Fatto sta che la Commissione rimase in sospeso e la sera del 12 giungeva un telegramma di Minghetti, il quale era andato a portare a Torino lo stesso voto delle Assemblee di Bologna, di Parma e di Modena, che suonava in questi termini:
Pro jet communiqué avec Peruzzi, vieni d'étre adopté exécution domain. Chev. BonCompagni part bientòt Parme, Modéne. Bologne, Florence. Secret le plus absolu jusqu'à la publication.
Che cosa era accaduto?
Il Governo di Torino aveva avuto notizia della opposizione della diplomazia francese alla Reggenza Carignano e, spaventato, aveva tenuto un consiglio di ministri lo stesso giorno 12, ma aveva chiamato a presenziarlo tre estranei e precisamente il Conte di Cavour, il Bon-Compagni e il D'Azeglio. Lo stesso Cavour aveva consigliato di sostituire al Principe di Carignano il Bon-Compagni per assumere la Reggenza dell'Italia Centrale.
Il Peruzzi, di storno da Parigi e sempre titubante, si presentava insieme al Minghetti al Principe di Carignano il quale, secondo il consiglio di Cavour, rispondeva:
Potenti consigli e ragioni di politica convenienza, nel momento in cui si annunzia prossima l'apertura del Congresso, mi tolgono. di poter recarmi in mezzo a lord per poter esercitare ii mandato commessomi... Nondimeno valendomi di quella stessa