Rassegna storica del Risorgimento

ANNESSIONI ; TOSCANA
anno <1941>   pagina <474>
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Franco Gavazza
fiducia di cui mi onorarono, ho stimato dì far atto di grande interesse a vantaggio loro, designando il commendatore Carlo Boa-Compagni perchè assuma la Reggenza del 1* Italia Centrale.
Come si vede il Consiglio del Cavour non era affatto di non accet­tare la Reggenza e neanche di non farla accettare al Principe di Cari­gnano, perchè è evidente che il Carignano accettava tutta l'autorità trasmessagli dall'Assemblea toscana designando il Bon-Compagni. Anzi il Carignano esorbitava dalle sue prerogative.
Ma il Ricasoli non era uomo da ripieghi, come scrisse violente­mente il giorno 14 al Fabrizi, Segretario della Deputazione. Trovo nel carteggio Spinola una lettera ed un telegramma di tutto pugno del Ricasoli in data 15 novembre. La lettera dice:
B
Le unisco il telegramma che io priego la bontà sua di trasmettere tradotto a Torino al Bon-Compagni. Ed il telegramma è del .tenore seguente: <c Commendatore BonCompagni r- Torino Non posso cambiare risposta data ieri sera conforme voto Assemblea toscana che nomina Principe e non altri. Ragioni dette chiare messaggio e rapporto. State fermi fino arrivo Deputazione nostra domani Torino Ricasoli.
Il BonCompagni rispondeva telegraficamente allo Spinola:
Dica al Ricasoli che Cavour, Azeglio ed io abbiamo appoggiato la Reggenza del Principe di Carignano, ma che per il momento non vi è altro partito possibile fuori del proposto.
Il Governo toscano interpretò con sottigliezza il provvedimento e non fece altro, e giustamente, che leggerlo e spiegarlo così come era stato consigliato dal Cavour. Disse cioè che il Principe aveva accet­tata la Reggenza, ma che per la imminenza del Congresso, non potendo assumerne l'esercizio, aveva designato a fare le sue veci il BonCompagni.
H Governo di Torino invece non aveva affatto capita la finezza della proposta e si irritò di questa interpretazione subdola del Governo toscano. Ma le cose ai andavano sempre più complicando, ed il Rica-soli inviò a Torino il Foraetli con l'ordine di proporre che il Bon-Compagni venisse messo alla testa delle sole provincie Emiliane e che il Principe designasse invece per la Toscana lo stesso Ricasoli.
Intanto doveva essere giunto a Firenze un inviato del Governo dell'Emilia, un inviato cioè del Farini di cui non trovo fatta menzione in alcun libro né in alcuna lettera, ma ciò arguisco da una mala copia di telegramma cifrato e non firmato che lo Spinola spediva il 29 novembre e che è assai interessante perchè non solo riconferma la missione