Rassegna storica del Risorgimento

ANNESSIONI ; TOSCANA
anno <1941>   pagina <478>
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Franco Gavazza
che il Ricasoli era ossequiente al desiderio di Kattazzi di sminuire il più possibile le funzioni e l'importanza del Governatore.
Il Puccioni dice a questo proposito che il Cugia meno rassegnato del suo principale, scriveva al Cavour lamentandosi. Ma le cose erano ormai tanto cambiate che il Cavour lo esortava ad avere pazienza ancora per un poco e a protrarre la sua permanenza in Toscana. *'
Da ciò risulta che il Bon-Compagni si accontentava anche di essere trattato quasi irrispettosamente, basta che vedesse che la barca era condotta verso il fine unico che riteneva ed aveva ritemuto essere il più utile all'avvenire dell'Italia.
Il Bon-Compagni sapeva tanto di essere provvisorio, sapeva tanto di dover solo aiutare il suo grande e maggiore amico per la comune loro finalità, che tornando a Firenze come Governatore, non aveva neppure portata seco la moglie e la figlia.
Oltre che nei diversi libri citati, trovo in appunti lasciati da mia nonna Spinola e riguardanti suo padre, la notizia che per capodanno il BonCompagni diede una grande festa da ballo pregando la marchesa Spinola, quale moglie dell'incaricato d'affari del Re, di fare la parte di padrona di casa ed accogliere gli ospiti. Scrive mia nonna:
La mamma dovette fare gli onori al solenne ricevimento che si diede per capo-danno dal Governatore al posto di quello che era solito dare il Granduca in tale ricor­renza. Esso riuscì benissimo malgrado che si fosse cercato di intimidire la Società e che fossero state sparate anche alcune bombe.
Infatti i codini,"e forse altri, avevano cercato di intimorire prima il Governo della Toscana (bombe nel Palazzo Ricasoli) e poi il Governatore Generale ed i suoi ospiti, ma il risultato fu nullo ed il Poggi scrive: Mi recai al Palazzo dopo aver udito lo scoppio delle bombe, e vi entrai che tutti ridevano, primo il BonCompagni.
Alla fine di dicembre l'Imperatore Napoleone, che era rimasto sempre in parte rivoluzionario ed in parte pubblicista, faceva stampare il ben noto opuscolo intitolato II Papa ed il Congresso che, come è da tatti risaputo, dispiacque alla maggioranza degli italiani, rese furiosa l'Austria, non piacque all'Inghilterra, che voleva ormai l'unificazione d'Italia, e rese quasi nemica dell'Imperatore francese la stessa Corte Papale. Però tale pubblicazione fu uno degli elementi che fecero andare in fumo il famoso Congresso Internazionale desiderato da Napoleone.
Ma prima che si sapesse che il Congresso era fallito, lo Spinola riceveva parecchie lettere fra le quali ne trovo una che mi pare
0 Vedi M. PUCCIONI, op. di.