Rassegna storica del Risorgimento

ANNESSIONI ; TOSCANA
anno <1941>   pagina <479>
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La questione dell'annessione della Toscana, ecc. 479
abbastanza interessante e cbe pertanto riproduco, sebbene non mi sia stato possibile decifrarne la firma:
Firenze 7 gennaio 1860 Confidenziale Marchese Carissimo, 1 dispaccio dice che Napoleone lavora per fare adottare alle Potenze le idee dell'opuscolo e per fare abbandonare ali*Inghilterra l'idea dell'annessione e renderla favorevole al progetto di formare l'Italia Centrale. Incontri parte per Londra e fa bene. Bisognerebbe agire tutti per impedire la defezione dell1 Inghilterra, per farle adottare almeno le vedute delle quali abbiamo parlato. Mi creda in fretta Suo Dév.zno...
U giorno 11 di gennaio il Cavour scriveva al Bon-Compagni che il Congresso era rimandato forse per sempre e, parlando dell'azione del Ministero La MarmoraRattazzi, diceva di tornarsene a Leri perchè
questo è il solo modo dignitoso e conveniente che io abbia di protestare contro un sistema il qnale oramai è condannato dagli uomini onesti di tutti i partiti.
E parlando della questione italiana diceva:
II nodo che doveva essere sciolto a Parigi, bisognerà tagliarlo qui... Vi prego di farmi conoscere la vostra opinione e quella di Ricasoli la proposito. Da lontano si giudica con minore passione e più imparzialità gli uomini e le cose... *)
Intanto tre giorni dopo il D'Azeglio scriveva al Ricasoli questo chiaro giudizio:
La politica nostra è in nostre mani e dipende da noi. Quattro o cinque milioni di uomini non radunano assemblee, non votano unanimi, non mettono in piedi 50.000 uomini per cedere né capitolare. Su questo non c'è questione. Ma le difficoltà purtroppo son tutte nel nostro Governo. Con te parlerei chiaro se occorresse; ma sai da te perchè Rattazzi è Ministro. Finché ci sarà non si farà mai nulla. Dunque rovesciarlo !
Indicato dalla fiducia degli Italiani di ogni regione e dalla stima e considerazione delle diplomazie, ivi comprese quelle che non lo amavano e lo temevano, tornava al potere il Conte di Cavour che chiamava al Ministero della guerra il generale Fanti facendogli conservare il Comando delle truppe della Lega dell'Italia Centrale.
Richiamava egli subito il Bon-Compagni da Firenze, ed anzi lo consigliava a ritornare a Torino prima cbe egli assumesse ufficialmente le redini del nuovo Governo ed il BonCompagni se ne parti il giorno 19. Di questa partenza il Puccioni scrìve nel modo seguente:
Nessuno si trovava a salutarlo alla stazione e il giorno dopo un breve cenno sulla parte non officiale del Monitore dava la notizia della sua partenza.
Finiva così silenziosamente il Governatorato sorto fra tanto rumóre* mentre con il Cavour a capo del Governo Piemontese la Toscana si avviava deli ni lavaxnentié e decisamente verso l'annessione.
1) Vedi B. MANZONE, art. cit., p. 231.