Rassegna storica del Risorgimento
ANNESSIONI ; TOSCANA
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1941
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480
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Franco Gavazza
Quell'avverbio silenziosamente dice del BonCompagni molto pia e più. giustamente di una inutile verbosa apologia.
Del cambiamento di Ministero parla anche il Poggi nelle sue memorie, il Poggi che non era mai stato un entusiasta del Conte di Cavour né un detrattore del Ministero nato dopo Villafranca. Nondimeno dice egli del Ministero Rattazzi:
Fa perciò sulle prime soverchiamente pauroso di destare apprensioni, e mostrò di accarezzar più le grandi Potenze per avere con loro appoggio qualche altra porzion-cella del territorio Italiano oltre la Lombardia, di quello che far plauso ai voti dei popoli che nel comune consorzio offrivano di portare numerose provincie...
Caddero perchè non compresero ne la urgenza né la utilità dei sacrifici necessari a comporre una vertenza troppo a lungo durata..., bisognava osare, sostituendo aliti politica Piemontese, una politica eminentemente Italiana.
Intanto il Cavour decideva subito di fare eseguire in tutte le nuove provincie da annettersi al Piemonte, un plebiscito cosi come era stato chiesto da Napoleone HI. Al Ricasoli ciò non andava perchè gli pareva ingiurioso che con simile richiesta si ponesse in dubbio la legittimità dei voti già emessi dalla Toscana.
E Cavour dovette ripetutamente far parlare al Ricasoli per persuaderlo a cedere sulla forma e sull'orgoglio della Toscana. Il 30 gennaio il Ministero inglese inviava un dispaccio al Cavour, col quale era già precedentemente in pieno accordo, dove diceva fra l'altro di proporre: la Gran Bretagna e la Francia dovrebbero invitare il Re di Sardegna ad assumere l'impegno di non mandare truppe nell'Italia Centrale prima che i diversi Stati e Provincie che la componevano non avessero solennemente espresso i loro voti intorno ai loro destini futuri, col mezzo di una votazione delle loro Assemblee rielette.
H Cavour senza aspettare l'adesione delle altre Potenze e neppure quella del Barone Ricasoli che voleva ancora mandare una Deputazione Toscana all'Imperatore Napoleone, dichiarò il 2 di febbraio di reputare inutile l'esistenza di una Legazione di Sardegna a Firenze, cosicché richiamò lo Spinola da incaricato d'affari, facendo lasciare in Firenze un solo cancelliere per il disbrigo delle pratiche già iniziate. Questo atto voleva dire che la Toscana non era più in alcun modo uno Stato separato da quelli ereditari di Re Vittorio Emanuele.
Esorbita da questo mio breve studio l'esposizione delle difficoltà che furono ancora sollevate da Potenze estere e da patriotti italiani contro il plebiscito.
Mi basti dire che 1' 11 di marzo si incominciò a votare in Toscana ed il giorno 15 si conosceva lo splendido risultato della votazione per