Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <484>
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484 Emilia Castiglione Morelli
potenza, si potesse dire: il capo è lontano, viva il capo.1) Raccomandava ai suoi amici di stare pronti ad ogni eventò, e di raddoppiare, ora pia che mai, la propaganda, per incarnare nei popoli il principio repubblicano. Raccomandava, inoltre, l'unione, e la lettura ai giovani di tutte le imprese gloriose degli Italiani nei due trascorsi anni, e delle storie a tale uopo stampate e che si andavano stampando per accendere l'emu­lazione, per conoscere le forze della sètta e per evitare gli errori passati. Verso gli ultimi di maggio, dalla sorveglianza della polizia si veniva a sapere che il famigerato Mazzini 2) proveniente dalla Svizzera, sostando a Parigi per qualche giorno, in segrete relazioni coi capi rivoluzionari italiani, con passaporto francese sotto il nome di Wares, era andato a Londra per assistere al conclave dell'alto comitato cosmopolita. Dopo l'arrivo del capo in Londra, 3) il meccanismo rivoluzionario riprendeva vigore. Egli era particolarmente occupato a stabilire società segrete dapertutto e particolarmente in Germania. H suo progetto non era la guerra, bensì di organizzarsi e fortificarsi per aspettare il momento propizio che attendeva da Parigi. Se Napoleone avesse tentato un colpo di stato, la rivoluzione era sicura prima di novembre. *)
La Giovine Italia,5* denominata Setta dei Bruti (sic), riacquistava l'antica attività, diramandosi in Europa e particolarmente in Italia. Difficilissima a scoprirsi, come osservava la polizia, perchè nou aveva un luogo centrale come negli anni precedenti, ma si divideva in tante sezioni, serbando il più assoluto segreto. La sua insegna era un leone, che bran­diva con la zampa destra un pugnale, ed intorno leggevasi l'epigrafe ultima populorum ratio. Grande era l'orgasmo della polizia, sapendo che quel mostro infernale, pensava di venire in Italia e stabilirsi per tutta la stagione nelle vicinanze di Torino.6) Questa notizia sgomentava il
1) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI* Ministero di Polizia, esp. 1088, v. 29 (marzo 1850).
2) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1088, v. 51 (giugno 1850).
3) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta V, f. 2 (giugno 1850). *) Ecco infatti cosa scrivevaBi da Malta ad un esiliato dimorante in Firenze:
Gii altari nostri pare ohe vadano assai bene. In Sicilia il principio repubblicano si diffonde sempre di più a gran passi, e quei paesi dell* interno, come Caltanissetta, Noto, Caltagirone ed altri, che hanno inteso giammai P impulso della libertà, sono oggi i primi, ohe alzano la voce, contro il dispostismo borbonico, e generalmente non si aspetta che il destro .per dar fuoco a St. Barbara. Faccia ora Iddìo che la Francia adempia alla Bue promosse ed allora il trionfo della liberta e delia grande opera umanitaria sarà intieramente compiuto, dall'unti alPoltro polo.... (ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI Esteri, nuova cric, busta VT, f. 4 (agosto 1850).
s) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta IX, f. 3 (agosto 1890), *) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, 1088, v. 41, p. 2 (luglio-settembre 1050).