Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <486>
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486 Emilia Castiglione Morelli
4t*. MAZZINI DI NUOVO A LONDRA
U 27 maggio del 1850 Mazzini ritornava a Londra ove rimaneva, salvo alcune interruzioni, sino agli ultimi anni di vita. Sentiva il bisogno di porre un'altra volta in rivoluzione l'Italia, e accordatosi con gli amici andava cercando il mezzo di mutare l'attuale condizione di cose. Il mezzo era presto trovato: il Gomitato nazionale italiano residente a Londra decretava l'emissione d'un prestito di 10 milioni di franchi. L'atto col quale ai chiedeva il prestito era un atto pub­blico e riusciva bene accetto ai settari, che pronunciavano parole di encomio: 2)
H comitato è pieno di operosità, bisogna convenire. Devesi allo stile di Mazzini tutta l'eredità di bene che ha lasciato a molte parti d'Italia. Mazzini è maniaco per la nostra felicità, egli ha uno scopo filantropico e "umanitario nella sua richiesta.
Gli emigrati siciliani avevano preso parecchie azioni, e si atten­deva una somma di molte migliaia di franchi dal Piemonte, ove i mazziniani avevano più largo campo per agire e per ispirare timori o speranze. La polizia si preoccupava dello stato di prostrazione morale del Piemonte: 3)
Una stampa sfrenata e licenziosa, per la quale nulla v'è di sacro e di rive­rito fra gli nomini, i proseliti di Mazzini che impunemente travagliano per trasci­nare il Piemonte in nuovi disastri, l'immenso numero di emigrati, il rifiuto di tutta Italia, che vi affluiscono rendono permanente l'agitazione in Genova e fre­quenti le scene che rendono mal sicura la città e fomite di macchinazioni per tutta la penisola. Questo stato violento non può a lungo durare, la crisi è stata troppo lunga ed un giorno o l'altro in Piemonte avverrà quello che tutto il mondo da gran tempo prevede, imo cioè di quei cataclismi politici che salvano un paese o che lo gettano nella più deplorabile anarchia.
Verso il 7 dicembre *) Mazzini si recava a Ginevra, ove l'agitazione degli emigrati era molto forte: di 11 fomentava una nuova insurrezione a Genova e si recava di poi a Lugano latore d'un passaporto francese col nome di Alfonso Borget, per conferire con Vespantini e Boni, inca­ricati del prestito in Lombardia. Dopo aver diramato in Ginevra un
1) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, csp. 1088, v. 41, p. 2.
2) ARCHIVIO DZ STATO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta VII, f. 5 (si legge nel giornale lì Armonia di Palermo).
3) Aitcorvio DI STATO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta IV, f. 5 (dicembre 1850, il duca di Taormina)*
*) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1088, v. 41, p. 3 (gen­naio 1851).