Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <487>
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Mazzini e la polizia napoletana 487
altro piano per un nuovo movimento generale in Europa, la polizia assicurava che l'agitatore ritornava in Londra *> il 14 dicembre, raccomandando agli altri comitati le seguenti istruzioni:
Prudenza, non allarmate i Governi, ma state pronti come se ogni giorno fosse la vigilia d'una rivoluzione; non pensate che a disporvi all'azione, quanto ai mezzi si provvede.
Erano spediti emissari per tutte le parti a diffondere la corri­spondenza e gli ordini di Mazzini, e incaricati anche di fondere in una tutte le società segrete. 2) Nel mese di gennaio Ludovico Marini fu arrestato a Lione, venendo dalla Svizzera e portando delle carte da cui la polizia riconosceva trattarsi d'un agente molto attivo degli intrighi politici di Mazzini.3) Costui era latore di sette lettere, sei di Mazzini e la settima scritta da Saffi, suo collega nel triumvirato. Quattro sembravano essere indirizzate a Parigi al rifu­giato Mazzoni, uno dei capi del governo rivoluzionario di Firenze, che doveva incaricarsi di rimetterle al loro indirizzo. Tale corrispon­denza aveva una certa importanza, perchè non lasciava alcun dubbio intorno alle disposizioni politiche dei rifugiati, ai quali era diretta. D'altra parte, se essa non scopriva il luogo ove Mazzini era nascosto, forniva almeno le prove della sua presenza in Svizzera al 7 gennaio. La polizia, dietro tale rivelazione, scopriva che Mazzini era a capo d'una vasta cospirazione che aveva per scopo una conflagrazione euro­pea: riteneva perciò necessario di finirla una buona volta con questo infaticabile nemico. La prima misura che conveniva prendere al suo riguardo sarebbe stato di esigere per le vie diplomatiche, la sua espul­sione dal territorio svizzero, ove la sua presenza serviva meraviglio­samente ai suoi progetti rivoluzionari. I documenti importanti con­tenuti nella corrispondenza segreta del Mazzini e del suo amico Saffi, davano origine a una maggiore sorveglianza sui principali membri dell'emigrazione italiana che erano allora nella capitale. La presenza prolungata di Mazzini intorno' al lago di Ginevra aveva sicuramente per scopo di organizzare quei corpi francesi reclutati nei cantoni. L'ex triumviro, avendo denaro a sua disposizione, *) ottenuto dal prestito
*) Invece Mazzini era in Ginevra come appare dagli Scritti uditi a inediti,, cit. v. XLV, p. 72.
2) ARCHIVIO or STATO DÌ NATOCI, Ministero di Polizia, esp. 1088, v. 41, p. 6
(marzo 1851).
) Sul MABOTI cfir. MAZZINI, op. cit, voi. XLV, p. 147.
*) ARCHIVIO nr STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, eap. 1088, v. 112, p. 1.