Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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489
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Mazzini e la polizia napoletana 489
succedere in Francia. Due delegati della setta erano ogni giorno destinati ad assistere alle sedute della Camera di Parigi, a far rapporto di tutto ciò che succedeva e che potesse procurar vantaggio alla loro causa. Tale rapporto veniva letto e discusso nelle riunioni parziali composte di quattro o cinque membri soltanto, per sfuggire alle ricerche della polizia. Le differenti risoluzioni adottate in queste riunioni parziali, venivano in seguito tutte raccolte e consegnate ai principali capi che facevano lo spoglio e deliberavano su ciò che credevano più conveniente e necessario a farsi. Secondo le ultime deliberazioni essa si preparava ad agire, avendo ricevuto da Londra forti somme di denaro. Nonostante la sorveglianza della polizia, i membri sapevano sempre sfuggire agli agguati che questa loro tendeva. Gli Italiani principalmente erano, di tutti gli emigrati europei, i più abili a sventare le ricerche e a non compromettersi, essendo impossibile di poterli sorprendere per gli svariati stratagemmi che ponevano in opera per effettuare le loro riunioni giornaliere. Le società segrete si moltiplicavano per tutta l'Italia e poche erano le città in cui non ne erano stati gettati i semi. Per sfuggire alle ricerche delle polizie locali, si erano organizzate in piccoli comitati sotto diverse denominazioni.x) Nel Regno di Napoli queste società segrete erano più numerose ed estese. Nel Piemonte v'era freddezza e ciò dava origine a lagnanze. Progredivano poi immensamente in Toscana ed in Lombardia, di modo che non occorreva che una scintilla per dar luogo alla rivoluzione in tutta la penisola, perciò tutti aspettavano il segnale, che doveva venire dalla Francia, come Mazzini aveva detto. Dopo il colpo di stato del 2 dicembre,2) successero molte scissure fra i comitati, poiché Mazzini aveva promesso che in caso di qualche colpo di mano dei partiti in Francia, avrebbe fatto emanare dal Comitato centrale di Londra l'ordine della rivoluzione in tutta l'Italia. Svanita tale promessa, per avere il colpo di stato preceduto l'epoca in cui temevasi, alcuni comitati si erano organizzati diversamente.
Il partito era stato così colpito, ma Mazzini ritenendo temporaneo il felice esito del colpo di stato, non perdeva coraggio. Instancabile predicava agli Italiani di continuare come se nulla fosse accaduto, giacché in Italia non v'erano guasti radicali come in Francia, e se l'iniziativa francese finiva, quella italiana cominciava a nascere. Fidando in ciò andava organizzando la rivolta, ricorrendo ad ogni mezzo*
i) ARCHIVIO DI STAVO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta VI, f. 6.
2) Ancmvxo DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1088, v. 274 (1852).