Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <501>
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Mavdni la polizia napoletana 501
sempre pronto a una rivoluzione* Le sue speranze fallivano perchè il Cavour recatosi al Congresso di Parigi, come rappresentante del re di Sardegna, prima di ritornare in Italia, in un abboccamento con Napoleone III, aveva avuto le prime promesse di aiuti.
Mazzini, come molti altri patriotti, vedeva in Napoleone III il tiranno che aveva soppresso con un colpo di stato la repubblica fran­cese e che con la forza delle armi aveva abbattuto nel 1849 la repub­blica romana. Spento il tiranno, così pensavano i rivoluzionari, scop­piata in Francia la rivoluzione, essa avrebbe avuto una ripercussione in Italia; i repubblicani di Francia avrebbero aiutato i repubblicani d'Ita­lia; la repubblica sarebbe stata risanata per mezzo della rivoluzione popolare. Sicuro di tali principi, *) Mazzini stabiliva che il 7 agosto si doveva tentare un colpo decisivo contro la vita di Napoleone, non solo, ma stabilire anche un governo liberale. Tale riscossa doveva estendersi a Genova, Livorno e Napoli, e liberare i catturati nelle ultime sommosse. Dava all'uopo ordini di sangue, consegnando le sue diaboliche circolari a marinai di bastimenti, su i quali difficilmente poteva cader sospetto e si poteva così eludere la vigilanza della polizia. Del complotto contro Napoleone ordito in quel tempo, come ci dicono le carte della polizia, abbiamo notizie non solo dalle Memorie, oggi edite, del Tibaldi, ma anche dai giornali di Parigi del 5 settembre del 1857, che davano il resoconto della udienza del 3 set­tembre alla corte di assise della Senna pel complotto contro la vita dell' Imperatore.
La corte di assise, in seduta senza i giurati, ha deciso oggi, sulla processioni fatta in contumacia contro Mazzini, Ledru-RoIIin, Massarenti e Campanella, accu­sati di complotto contro la vita dell'Imperatore. Ed essendo stata premeditata e com­binata la risoluzione fra Mazzini, Ledru-RoIIin, Campanella, Massarenti, Tibaldi, Bartolotti e Grilli per attentare alla vita di Napoleone, condanna tutti alla pena della deportazione.2)
Dagli atti del processo e specialmente dalle lettere di Mazzini, Massarenti e Tibaldi, come dalle dichiarazioni di Bartolotti e Grilli, risulta che nel 1857 questi due ultimi arruolati a Londra e a New York da Massarenti, agente di Mazzini, erano stati condotti presso quest'ultimo, il quale li dirigeva a Tibaldi, suo agente a Parigi, inca­ricato di guidarli e dar loro gli strumenti del delitto, di cui era
0 ARCHIVIO DI STATO ni NAPOLI, Ministero di Polizia, eap. 2, v. 43 (agosto 1857). 2) ARCHIVIO DI. STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1, v. 148, p. 3 settembre 1857).