Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <503>
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Mazzini e la polizia napoletana 503
10. - PREPARAZIONE MAZZINIANA PER LA SPEDIZIONE DEI MILLE
Mazzini ritornava in Inghilterra dopo la fallita impresa del Pisa-cane. Aveva nutrito grande speranza di riuscita, ma ancora una volta doveva convincersi che il terreno non era maturo e che le fila dei repubblicani s'andavan sempre più assottigliando. Riconosceva come la corrente favorevole alla monarchia andasse sempre crescendo di forza, ma credeva di avere dalla sua parte le classi lavoratrici. Fidando su queste, continuava la sua opera di raccogliere *) denaro e preparare le armi per il momento opportuno. Nella primavera del 1859, la guerra era imminente, e tutta l'Italia vi anelava, ed il Mazzini pensava che bisognava trarne, buona o cattiva che fosse, tutto il vantaggio pos­sibile; essa poteva pure alla fine, fare l'Italia. Faceva appello ai suoi amici di Napoli perchè mettessero a rivoluzione il Mezzogiorno. Man­dava emissari, e faceva diffondere fra i rifugiati la notizia, che le truppe austriache eransi per timore ritirate da Milano, e i patriotti avevano già inalberato il vessillo della rivolta, e che il Governo francese unen­dosi al Piemonte, avrebbe fra poco dichiarato la guerra all'Austria e alle Due Sicilie. Cercava in tal modo di convincerli, e far loro operare uno sbarco in Italia, probabilmente nel Regno delle Due Sicilie. Improvvisa­mente si sapeva dei preliminari di pace di Vili arranca; le speranze degli esuli fallivano. Siccome a Firenze vi era dittatore Bettino Ricasoli, che credeva2) con fede impavida, quanto quella del grande esule genovese, che Punita d'Italia fosse stata destinata da Dio, Mazzini si recava colà, fermandosi per tre o quattro giorni a Livorno. Fine supremo del Mazzini era di propugnare l'unità; se il Governo non voleva agire, il popolo doveva assumersi il compito. Egli pensava di fare della Toscana e della Romagna la base di operazione, per invadere poi tutto il resto. Non trovando seguaci, abbandonava Firenze e si recava in Svizzera presso Losanna.3) Le speranze e i tentativi di Mazzini erano sempre gli stessi. Non potendo nulla fare nei Ducati e nelle Romagne, per la poca corri­spondenza al suo partito, dirigeva i suoi sforzi contro il Regno di Napoli. D'altronde era attorniato da tutti quei Napoletani e Siciliani che erano rimasti, senza potere avere cariche né impieghi* perchè compromessi
0 ARCBTVXO DI STATO ni NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1, v. 561 (1859). 2) Aacemo IH STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, ep. 1, v. 619, p. 2,
f. 2 (novembre 1859).
a) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1, v. 649 (gen­naio 1860).