Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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507
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Mazzini e la polizia napoletana 507
Futuri. Veniva sorpreso un proclama rivoluzionario, atto a sommuovere i popoli contro i legittimi padroni, promettendo essere vicino il tempo dell'universale insurrezione il cui scopo era di far crollare tutti i troni ed innalzare le repubbliche. La polizia .credeva anche di avere in mano il piano dell'insurrezione, nel quale si leggevano gli eccessi raccomandati ai settari: seduzione di ogni specie, inganni, ferro, veleno, olio ed acqua bollente, agguati, barricate, incendi, rottura di strade, e morte a chiunque si opponesse; tutto insomma era lecito e giusto, purché favorevole alla causa. Naturalmente se ne trasmetteva notizia ai vari intendenti di polizia con la seguente circolare: 2)
Crediamo di servire alla storia dei tristi tempi che corrono ed al disinganno dei giovani inesperti, dei quali la setta demagogica intitolata della Giovine Italia tenta di corrompere il cuore, e sedurre l'intelletto pubblicando un frammento delle istruzioni, che i settari davano non ha guari ai suoi seguaci, pensando essere cosa conveniente che mostrato già il colmo della ferocia negli atti di questi settari, si mostri il colmo dell* ipocrisia nei loro consigli. Gioverà anche questa pubblicazione a. meglio chiarire gli atroci mezzi che vogliono porsi in quell'intrapresa. E se prima di conoscerla bastava un po' di senno per dispregiarla, e un pò* di virtù per condannarla, basterà ora l'aver i più comuni sentimenti di umanità per abbominarla.
Nel marzo 1833 in Napoli si teneva un congresso ove ciascuna provincia aveva mandato uno o due deputati per discutere sui lavori fatti nelle provincie. Il risultato era stata una lettera a Mazzini, che tutte le cose del Regno erano pronte ad una insurrezione, la quale sarebbe scoppiata venti giorni dopo l'ordine del Mazzini: tutto il carbonarismo era guadagnatole provincie migliori erano gli Abruzzi, Aquila e Teramo, e le Calabrie; le truppe di quelle provincie erano guadagnate; vi era tanto elemento rivoluzionario, da fare spavento. Al cadere di giugno tutte le lettere di Napoli, Toscana, Piemonte e Stato Pontificio, erano concordi nel dire che i lavori erano chiusi, tutto era pronto, non si aspettava che il segnale: luglio doveva essere l'epoca terribile della catastrofe. Mazzini ne era convinto, tanto è vero che in una lettera diretta a un tal
bandes armées dea Marche SOUH Sciabólone, et la Revolution Napolitaine. On ne pent néammoins nier, quo la volonté deja fairc éclater lui manque, et qu'il doit y avoir dana lo Royaume dea instrumonts sur lesquels il puisse compter; par con-séquent le Goavcrncment Napolitani ne saurait trop se premunir contro les aggres-sions qne la Propagande medito. Jo m'empressc on mème temps d'informer V. E. d'une donneo contenu don* une lettre de Genève en date du 21 aoùt, et d'après laquelle il seroit. fortement à croindre qu'il y alt un projet d'attendre à la vie du Roi Ferdinand II... (ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero degli Esteri, busta 4731).
0 ARCHIVIO'DI STATO m NAPOLI, Affari Esteri, busto 4729-4731.
2) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Affari Esteri, busta 4729-4731.