Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <508>
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508 Emilia Castiglione Morèlli
Garnier1) gli dava i più evidenti contrassegni delle società settarie, già sì bene organizzate in Napoli, e quel che è più importante, proponeva questa a modello di quelle da stabilirsi in Germania. Nei primi di luglio, la polizia francese sorprendeva le carte degli esiliati italiani e vi trovava note in cifra indicanti una corrispondenza con persone dimoranti in Napoli, sul progetto di una rivoluzione nel Regno da scoppiare in questo mese. Si davano poi notizie di grande interesse: in Aquila esservi Comi­tato centrale pei tre Abruzzi, altri comitati in ogni provincia; questi avevano mandato in febbraio 1833 al gran Comitato di Napoli un depu­tato per stabilire un piano di operazione: i tre Abruzzi erano in perfetta organizzazione ; non mancavano le armi; il comitato centrale di Aquila era composto da Dragonetti, Pasquale di Levante, Incarnati e Ricciardi; P incaricato della centrale di Napoli per i tre Abruzzi era Pietro Leo­pardi. Il piano che a tutti sembrava conveniente, era di far muovere prima il Regno di Napoli. Mazzini, assicurato ancora una volta che il Regno era pronto, era risoluto ad iniziare subito la rivoluzione, poiché diveniva sempre più. impossibile mantenere il segreto e scriveva una lettera ai capi:
Io sono risoluto a dare il segnale, in agosto scoppierà la rivoluzione nel Regno; progredirà nell'Italia centrale, aiutata da qualche corpo di truppa napoletana che uscirà dai confini. La Savoia sorgerà, udita la rivoluzione napoletana, e sarà tale esempio seguito dalla Lombardia e dal Genovesato; tutto dipende dalla mossa napo­letana. Il Regno di Napoli è pronto a sollevarsi, più non si deve attendere, e nel corrente mese di agosto devesi verificare o la riuscita o la caduta di un partito ostile a quanto v'è di sacro al mondo.2)
Ma quando il Mazzini credeva di essere vicino alla mèta, i governi sapevano già tutto e per una via molto sicura. Michele Accursi da amico e seguace dell'esule genovese, diveniva il segreto confidente della polizia, alla quale comunicava tutti i preparativi, nei minimi parti­colari, che si ordivano in Napoli. Con circolari, saputa la notizia, Costan­tino Ludolf teneva informati tutti i governi, e specialmente quello di Napoli, a cui più degli altri interessava urlatale rivelazione. Allora scoperti i maneggi dei rivoluzionari, si arrestavano Giuseppe Mauri, Geremia Mazza e tutti gli altri elencati nelle corrispondenze.
Anche in Aquila ogni cosa era pronta, come si era comunicato al Mazzini, ma anche 11 il piano doveva fallire; questa volta però, non
J) Sul Garnier vedi A. BER SANO, SU una lettera mazziniana ad un supposto Garnier, in Giornale storica e temerario della Liguria, 1935, pp. 134-139.
2) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero degli Esteri, h usta 4729. cfr. Scrini editi ed inediti, voi. V, p. 420.