Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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509
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Mazzini e Ut polizia napoletana 509
per opera del Giuda. Nello stesso mese di agosto, fissato per la rivolta, veniva arrestato un tale Sciabolone di Ascoli; costui era il prode destinato a comandare la squadriglia che doveva insorgere in quella delegazione. Dopo pochi giorni il cav. Lorenzini, prefetto di polizia, sorprendeva una lettera da Ancona diretta in Ascoli, la quale rivelava i disegni dei liberali ancora sconosciuti. Nomi, indirizzi, mezzi, tutto era messo in chiaro, tanto da far dire:
Una mano protettrice dei buoni sembra infine lacerare il velo che copriva le sorde trame del Mazzini e metteva infine i governi in istato di procedere con qualche certezza se non alla totale estirpazione del male, almeno ad arrestare per ora progressi.
Tale lettera era stata scritta con inchiostro simpatico da Tommaso Galletti, di Ancona, a un certo Luigi Mercantili, di Ascoli. Appena avutala nelle mani, la polizia procedeva all'arresto, eseguito nella notte dal 28 al 29 agosto e nella stessa notte il Galletti veniva condotto al Forte di San Leo. Nel sentire bussare alla porta della sua abitazione, il Galletti indugiava ad aprirla, cercando di nascondere le carte criminose nel luogo necessario della sua casa. La perquisizione fu molto diligente, e le carte si trovarono; tutte facevano conoscere*) i maneggi dei faziosi diretti contro l'Italia.
Che una congiura mazziniana fosse stata a Napoli in tale epoca è un fatto sicuro, perchè le carte della polizia ne danno ampi ragguagli: certamente però non cosi estesa né tanto importante, da essere l'inizio di una rivoluzione generale, come credeva Mazzini. V'erano è vero, a Napoli, molti mazziniani, che nutrendo speranze di nuovo ordine di cose e di mutamenti civili, desideravano una rivolta. Non v'era occasione di cui non profittavano, non mezzo a cui non ricorrevano, non sforzo che non tentavano per effettuare i loro disegni, e quindi accortisi delle intenzioni di Mazzini, Io assicuravano essere tutto il Regno anelante alla rivoluzione e pronto a seguirlo fino alla morte. Naturalmente il grande agitatore, propenso a credere ciò che poteva ottenere l'attuazione dei suoi "piani, dopo una tale assicurazione, scriveva ai suoi amici, fissando persino il giorno della rivolta napoletana; ma le denunzie, le scoperte e gli arresti, erano cause d'illusioni perdute, e di speranze fallite.
i) Xotte le carte nascoste presso Tommaso Galletti, trovansi nella busta 4729, AaarrvTo DI STATO IU NAPOLI, Affari Esteri. Esse sono pubblicate da D. SPADONI, Un episodio,dalla Giovine Italia, in Risorgimento italiano, I, pp. 621-638.