Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <510>
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510 Emilia Castiglione Morelli
2. - TRAME MAZZINIANE NEL 1837-39 NEL REGNO DI NAPOLI
Nel gennaio del 1837 Mazzini dalla Svizzera era andato in Inghil­terra. Egli trovavasi fisicamente depresso per la fallita spedizione di Savoia e per il cattivo esito di ogni suo piano e per di più in grandi stret­tezze finanziarie. Il suo animo però non si scoraggiava: egli ripren­deva il suo lavoro, volgendo lo sguardo al mezzogiorno d'Italia. Infatti nella primavera del 1837 *) con la cooperazione di Filippo Buonarroti formava una lista che conteneva i nomi di coloro tra i rifugiati italiani, che si erano dichiarati pronti a prendere parte attiva a una spedizione in Sicilia.8) Si dovevano imbarcare a Marsiglia su di un bastimento inglese e a spese d'una società inglese formata a Londra. Tale lista era ancora in circolazione nell'anno seguente e a Bruxelles era in possesso di Bianco. Costui vi univa i nomi degli ufficiali italiani arruolati nel­l'Armata belga, e tutti gli ex militari italiani residenti nel Belgio. Il ricordo degli avvenimenti di cui la Sicilia era stato il teatro, i proce­dimenti autocratici del Re verso questo paese, avevano sollevato l'ardore e la speranza degli Italiani e dei loro aderenti. La Sicilia poi, non si era rassegnata al giogo borbonico, ma era tutta concorde nell'odio al Bor­bone, che considerava e come straniero e come tiranno. Il sistema poliziesco e prepotente offendeva la naturale sicurezza dell'isolano e lo rendeva un ribelle. Questo spirito di avversione al governo era congiunto agli ideali unitari e repubblicani in una non piccola schiera di fedeli seguaci della Giovine Italia. Anche dopo il 1853, allorquando nelle altre regioni d'Italia declinava la fortuna della setta, essa avrà in Sicilia forti agitatori. Nel maggio del 1838, la associazione 8> cercava tutti i mezzi per far nascere disordine nel Regno di Napoli; approfittando del malcontento che regnava nella Sicilia, Mazzini voleva organizzare una spedizione; era disposto, invitandolo un buon numero di emigrati, a recarsi a Malta per poi penetrare in Sicilia. Contemporaneamente Nicola Fabrizi si recava a Corra per riunire gli Italiani e farli agire in unione col Mazzini. Lo stato morale di Napoli, destava veramente preoccupazione. Ladri armati1) nelle strade, ladrocini! con rottura; la povertà aumentava giorno per giorno. Gli strani eri che vi si trovavano erano privati, per i pericoli
i) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 2, v. S, p. 1.
2) Pei Siciliani Mozzini ebbe frasi acerbe di dolore e di rabbia; cfr. Scrìtti editi e inediti, voi. XIV, p. 78.
a) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 2, v. S, p. 1 (1838). Vedi C. MANISCALCO, op. eit.t p. 1227.
*) Lettera inserita nel giornale YEstqfette, che si pubblicava in New York. ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Gabinetto di Polizia, esp. 2, v. 5, p. 1 (1838).