Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <515>
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Mazzini e la polizia napoletana 515
4. - TRAME MAZZINIANE IN SICILIA E NAPOLI NEL 1856-57
Nell'anno 1856 e parte del 1857, l'attività del Mazzini era diretta par­ticolarmente al Mezzogiorno d'Italia. Gli erano venuti rimproveri della sua poca cura per il sud d'Italia. In una lettera egli diceva: La bassa calunnia s'è più volte adoperata a insinuare che io non senta di Napoli come dovrei.1 H vero era ch'egli pensava di mettere in fiamme l'Italia settentrionale e centrale, ma come parti che dovessero agire di concerto col Mezzogiorno destinato nel suo pensiero ad aiutare ed essere aiutato in una generale sollevazione della penisola. Egli contava molto su Napoli, ma purtroppo esso non dava gli aiuti richiesti; per quanto il partito dei liberali si adoperasse a far proseliti nell'esercito e diffondervi le idee di libertà, non otteneva seguaci, tanto da dire:2)
Se in questo lento angoscioso lavoro di nazionalità che ai compie in Italia un pensiero può prostrar l'animo e farci germogliate lo scetticismo, è quello dell'atti­tudine dell'esercito napoletano. L'esercito napoletano non ha prestigio di libertà che lo indugi, non promesse di principi, non pericoli immediati da affrontare. L'eser­cito napoletano può innalzare una bandiera d'unità e di libertà nazionale, trasci­narsi dietro due terzi d'Italia, senza che un nemico possa immediatamente piombare sovra esso. All'ufficiale napoletano che si decidesse a correre la via nazionale sta innanzi tutta la gloria, nessuno dei pericoli dell'impresa. Eppure in tale condizione esso sta fermo. Quale è la patria del Napoletano? non è l'Italia? la terra dei vulcani pare spenta, isterilita per sempre: i grandi d'animo che Napoli ha sempre dati alla Italia non hanno più successori...
Mazzini aveva ragione di lamentarsi. La sua parola era frutto del­l'esperienza. A Napoli più che altrove il popolo della campagna, e la plebe cittadina si mostravano indifferenti, se non talvolta sostenitori del tiranno paesano. Dopo il 1850 tutte le cure del Mazzini erano pertanto particolarmente rivolte verso il nord ed il centro, e ai meridionali aveva dato l'incarico di preparare le cose a Napoli. Nel 1856 però, l'attività epistolare con gli amici napoletani si fece intensa. Saltini romagnolo, agente di Mazzini, era incaricato di spedire lettere a Napoli per mezzo dei camerieri dei vapori, ed i destinatari andavano personalmente a bordo a ritirarle. Si mandavano con lo stesso mezzo altri scritti atti a sollevare gli animi ed a tenerli pronti alla rivolta. Nell'agosto del 1856 la polizia di Napoli sorprendeva un nuovo
Vedila in R. ZAGABIA, La parte del Mattini nel preparare la Spedizione di Sopri* in Rassegna storica del Risorgimento, 1927, p. 357. 2) R, ZAGABIA, op. cit.t p. 366.