Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <516>
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516 Emilia Castiglione Morelli
giuramento *) in forza del quale si obbligavano i rivoluzionari italiani a formare dell'Italia una sola e medesima repubblica.
Ma tutti i preparativi ancora prima di essere completi venivano svelati; vi era sempre il Giuda, che, o per denari, o per timore di venire scoperto ed essere arrestato o forse tormentato nell'avvenire, rivelava ogni cosa. Così il 6 settembre del 18562) alla polizia di Genova si presen­tava uno sconosciuto, italiano di nascita, che diceva di essere venuto da pochi giorni da Marsiglia e mostrando un permesso di soggiorno datato fine del 1855 dalla prefettura di Lione ad Alessandro Canori di Campa­gna (Stato Pontificio), si dichiarava la persona in esso designata. Egli in contatto coi rivoluzionari e tanto addentro nella confidenza dei corri­spondenti di Mazzini in Genova ed altrove, poteva conoscere e rivelate­le trame. Diceva, quasi come conferma, che si ordivano altissime con­giure contro il Governo di Napoli mosse da Mazzini. Anzi aggiungeva: 3>
La settimana scorsa ero in Alessandria insieme a Mazzini, che disse a me che non si tarderà guari a sentir tremende cose sulle Calabrie, Sicilia 'e Napoli. Stia in guardia, perchè il medesimo Mazzini deve andare colà in Sicilia dentro onesto mese ed il nome che viaggerà è questo: James Stansfeld.
Il 29 settembre del 1856 era la data stabilita per la progettata solle­vazione nel Regno di Sicilia e Napoli. Il piano proveniva dal partito mazziniano. La ribellione doveva cominciare in Messina ed in Reggio ed i ribelli avevano l'intenzione di stabilire un Governo provvisorio e far proclamare la caduta dal trono del re Ferdinando. Vittorio Merighi genovese, già capitano al servizio piemontese, arrivava in Londra verso la fine di agosto per abboccarsi con Mazzini ed il comitato rivoluzio­nario italiano. Mazzini partiva subito per il Piemonte, e verso i primi di settembre andava, secondo la polizia, a Qarloforte in Sardegna, ove erano radunati sin dal 15 settembre, circa 400 uomini che avevano servito nella legione anglo-italiana. A quella data dovevano imbarcarsi su due bastimenti a loro disposizione, per le coste di Calabria e Sicilia.
i) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1, v. 20, p. 3 (1856). Trasmesso da Marsiglia il 20 agosto 1856: A nome di Dio e del popolo, io giuro fedeltà all'Italia che si formerà in una sola medesima repubblica. Io giuro guerra eterna a tutti i suoi nemici, siano stranieri e giano italiani e soprattutto al Papa Pjo, che è il peggiore. Io giuro di seguire fedelmente le istruzioni che mi trasmet­teranno i delegati del Triumvirato, lo giuro di guardare il segreto sopra le leggi e le operazioni dell'associazione quando mi sarà impossibile di prendere parte per il trionfo della buona causa. Così sia od a tutto mai .
s) ARCHIVIO m STATO DI NAPOLI, Ministero di Polizia, esp. 1, v. 20, p. 3 (agosto 1856).
3) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ministero d i Polizia, esp. 1 y. 20, p. 5 (13 settembre 1856).