Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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517
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Mozzini e la polizia napoletana 517
I nomi dei bastimenti erano: VAnnunziata, capitano Barilao genovese, ed il San Giorgio, capitano Pellegrini genovese. La sollevazione era fissata per il giorno 22 Settembre, vigilia di feste comunali che avevano luogo in vicinanza di Messina ed in un paese vicino a Reggio ove un gran concorso di contadini e di gente iniziata al movimento, doveva trovarsi radunata ed entrare con la gente sbarcata dai due bastimenti, distribuendo al popolo le armi portate. Un bastimento doveva sbarcare nelle vicinanze di Messina e l'altro a Reggio in un punto nominato Molino di Reisa, e lo sbarco degli armati doveva avere luogo dopo aver contraccambiato dei segnali coi partigiani in terra. Era necessaria la più assoluta segretezza fino a quel giorno. I bastimenti navigavano sotto padiglione sardo ed avevano preso spedizioni per Malta sotto pretesto di ivi caricare grano. Contemporaneamente i congiurati nelle altre provincie si sarebbero messi all'opera, onde far nascere sotto diversi pretesti dei tumulti in Napoli ed altre città per dividere l'attenzione del Governo e far partire la truppa. Essi erano sicuri che l'armata nazionale per odio contro gli Svizzeri si sarebbe dichiarata facilmente dalla loro parte. E avevano ancora speranza sulla comparsa della flotta inglese, che mostrandosi sulle coste all'epoca della ribellione, avrebbe incoraggiato così il popolo ad insorgere. Ma la data fissata per la rivoluzione passava senza che nessun movimento si avverasse: la polizia avvertita in tempo aveva sventato il piano. Mazzini però continuava i preparativi. La sottoscrizione mazziniana per 10.000 fucili si completava, essendosi raccolti i fondi giudicati necessari: tutti erano concordi nel volere una rivoluzione. I Siciliani *) riuniti il 27 settembre 1856, in ciò che essi chiamavano adunanza straordinaria, discutevano sull'eventualità:
Fra poco, dicevano, è indispensabile un movimento in Sicilia, isolato ed anche indipendente da ciò che potrà farai nei Domini continentali. O il Re accoglie l'ultimatum deBe potenze, ed allora le concessioni saranno minime, la Sicilia non può esserne contenta, il momento è chiaro per mostrare la scontentezza e pei carpire qualche cosa di meglio. 0 il Re non accoglie l'ultimatum* ed allora conviene profittare, senza perdita di tempo, della presenza ostile delle flotte del patrocinio che esse darebbero, e degli imbarazzi del Governo.
Lo stesso avveniva a Napoli. Ecco cosa leggesi nel Piccolo Corriere d'Italia del 28 settembre 1856: a)
La tragicommedia napoletana si appressa oramai indubbiamente alla sua catastrofe. Un ultimatum sarà presentato al Re; se il Re continua a resistere, gli Amba-
i) ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta X, fase. 5 (27 settembre 1856).
a) ABGOTVIO DI STATO ni NAPOLI, Esteri, nuova serie, busta X, fase. 5.