Rassegna storica del Risorgimento
RIBOLI TIMOTEO ; ROMA ; MUSEI
anno
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1941
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pagina
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522
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
I FONDI ARCHIVISTICI I
DEL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
XV. ps L'ARCHIVIO DI TIMOTEO RISOLI
Hceo Archìvio dì Timoteo Riboli *) noi possiamo, a larghi tratti, ricostruire la vita, lunga ed avventurosa diluì, nella natale Parma e a Torino, terra d'esilio, prima, e residenza poi per tutta la sua vita. Poco o mula è stato scritto su questa figura, che pure è interessante, sia per uno studio psicologico sull'uomo, medico e scrittore, frenologo e poeta, sia per la parte che ebbe nella nostra storia direttamente e indirettamente, attraverso le numerose amicizie che lo legarono agli uomini politici del nostro Risorgimento.
Di umili natali, potè studiare grazie a borse di studio e si laureò in filosofia prima e nel 1834 in medicina nell'Università di Parma, dove frequentò poi il laboratorio di anatomia in cera, come fanno fede i numerosi disegni e i lavori abbozzati che si trovano nel suo Archivio. Nel 1836 dava la sua opera con generosità a Parma, e poi a Borgo San Donnino, per l'epidemia di colera ivi scoppiata. Nel 1838 sappiamo che donò (e per otterneme il permesso occorsero lunghe pratiche) al Museo Veterinario di Milano, uno schèletro mobile di cavallo. La sua attività multiforme si spiegava nella Ducale Società filarmornica e nella Società di Mutuo soccorso fra i medici di Parma. DI questo primo periodo della sua vita, fino al 1848, ci resta copiosa corrispondenza di scarso valore storico, perchè contiene lettere di malati e di amici di gioventù, ma che dà notevoli indizi sulla sua personalità. Non ci risulta partecipasse ai moti del 1831, pure essendo, tra gli altri, molto legato a Pietro Torrigiani e ad Enrico Cialdini. Tra le lettere di quest'ultimo, scegliamo questa che ci sembra interessante per lo studio della gioventù del futuro duca di Gaeta, e la pubblichiamo insieme a un sonetto che il-Cialdini inviava all'amico il 1 settembre 1828.
Reggio, li 7 8bre 1828
Quella maninconia, che nitiii rimorso Dal cor ripete con tremenda voce, Ma che d'Amor è figlia, o di sventura, A grandi cose ne consiglia, e sforza.
Car.mo Amico
Ne intensa pia, ne più continua soffrii mai malinconia, di quella, con cui ora mi favorisse il Cielo. Ritornato a Reggio, e rinnovato così il disgustoso confronto fra questi, e Parma, resa a me vieppiù cara, e tu sai come; s'è ammutolita la mia naturai loquela* tace per lo più il parlar dello sguardo, perdona V'espressione, e di questi or tien luogo un industrioso meditare. Da questo bastati solo a scuotermi gVantisentimentali discorsi dell'amicò Benvenuti, che ne tuoi discorsi origine francese assai fervidamente palesa. 0 Lui felice ! che natura noi fece per forti sensazioni, quindi non per forti dispiaceri (e v'aggiugni pure non per veri piaceri), o Lui felice ! che la Moda non esige un forte, e vero sentire, che per questo articolo et dovrebbe oh ! duolo ! rinunziare afta Moda.
Dal
J) Esso comprende le buste 85-88; 489-498 e i volumi 509-544.