Rassegna storica del Risorgimento
RIBOLI TIMOTEO ; ROMA ; MUSEI
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1941
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Emilia Morelli
degli scambi letterari, colle regioni liberate, e specialmente con la Toscana. Di questo periodo sono notevoli le lettere che Carlo Pastori gli scriveva da Roma.
Costretto ad abbandonare la città nativa, si rifugiava a Torino, ma tornava poco dopo a Parma: con decreto del 9 gennaio 1849, era nominato R. Commissario straordinario di S. M. Carlo Alberto per la convocazione dei collegi elettorali nello Stato di Parma. Intorno a questo suo incarico, il Riboli redasse un volume contenente la sua corrispondenza col Governo di Torino e cogli amici del Parmense per ottenere risultati positivi alle elezioni. Non ci risulta che il volume sia stato pubblicato. Nell'Archìvio esistono gli originali di quelle lettere che, per prudenza, nella trascrizione non recano come firma che le iniziali.
Di ritorno a Torino, Timoteo Riboli, si diede alla sua professione di medico. Entrò nell'Ospedale militare, dove rimase fino al 1856 in servizio effettivo, e si occupò del miglioramento igienico della città. Infatti fu mandato a studiare diversi problemi nel 18S0 a Parigi. Uno dei pochi documenti della sua vita fino al 1859 è questa lettera del Gioberti, che riteniamo inedita.
Egregio Signor Dottorò,
Il gentile latore della vostra tornando costì mi avrà escusato se per le molte e gravi occupazioni non vi ho risposto subito. Ora lo fo brevemente per ringraziarvi dei vostri scritti, dai quali ho raccolto che non rimettete di zelo né di valore nel culto dei generosi studi. Spiacenti che le condizioni pattuite col mio editore non mi mettano in caso di offrirvi una copia del mio lavoro, che fra poco uscirà alla luce. Ma avendo egli stampato l'opera a sue spese e lo spaccio correndo tutto a suo prò o svantaggio, io non posso convenevolmente contrappormi alle sue intenzioni. Spero pertanto che non mi attribuiate una mancanza che non è volontaria, e che mi riesce penosa, togliendomi di profferirvi questo piccol segno detta mia amicizia.
Continuate nelle vostre ingegnose fatiche. Speriamo giorni migliori per la comune patria, senza accorarci dell'indugio, perchè se questo da un lato ci pesa, dall'altro è fruttuoso porgendo agi'Italiani agio e tempo di meglio apparechìarsi alle future vicende che non Acero alle passate.
Vi abbraccio con alta stima e con vivo affetto
tutto vostro Parigi, 25 8bre, '51. Gioberti
Il carteggio del Riboli riprende ,vita dopo il 1860. In questo anno conobbe personalmente Giuseppe Garibaldi che lo ebbe amico e medico affezionato: sono'più. di 400 le lettere al Riboli e ad altri (tra cui una a Vittorio EmanueleII dell0 agosto 1859) conservate nell'Archivio. Eccone una che può darci un'idea della natura dei loro rapporti. E tutta di pugno del generale
Commarin 29 Nov.bre '70 Mio carissimo Riboti
Ho bisogno della vostra vita come della mia. Vivete dunque per l'Umanità e per me. Ve ne supplico e sopratutto non badate a medici che non vedono dentro. Voi siete il mio Chirurgo in capo sempre ed io sono sempre per la vita.
V.ro Fratello G. Garibaldi