Rassegna storica del Risorgimento
EPIGRAFI
anno
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1941
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pagina
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527
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VARIETÀ, RASSEGNE E DISCUSSIONI
EPIGRAFI STORICHE
Sono cinque, e tutte dedicate dal popolo sardo ai nostri Beali; esse riguardano il periodo 18061814 in cui, per l'occupazione francese del Piemonte, i Principi Sabaudi si ritirarono volontari amente in Sardegna. Si rese interprete del sentimento comune il gesuita Francesco Carboni (1746-1817), nativo di Buonannaro d'Alghero, letterato e poeta latino.
La prima epigrafe esalta in Vittorio Emanuele I il Sovrano dalle cento braccia e dalle cento mani, pur essendo una persona sola; porge così al futuro biografo le linee generali di una narrazione intesa a riconoscere la grande bontà ed affabilità del monarca, la sua dignità nell'esilio, l'ossequio al dovere, la prodezza nel comando militare, il sentimento dell'onore nazionale, l'avversione alla Francia ed all'Austria.
Invero Vittorio Emanuele I ebbe sempre fede nel buon esito della causa da lui propugnata: il diritto di riavere il possesso di tutti i suoi Stati a vantaggio della sua indipendenza personale e di quella italiana. Durante il periodo in cui fu in Sardegna, provvide con personale sacrificio ai più urgenti bisogni dell'isola, nonostante le interne agitazioni e le minacce francesi.
Dopo l'abdicazione di Carlo Emanuele rV, avvenuta il 4 giugno 1802, Vittorio Emanuele I, fratello di lui, lasciò provvisoriamente la segreteria dello Stato al Bossi, e 1*11 febbraio 1806 si recò al governo di Sardegna con la regina Maria Teresa d'Austria d'Este, dalla quale ebbe parecchi figliuoli. Uno d'essi, Carlo Emanuele, morì il 3 luglio 1799 a Cagliari, e trovò sepoltura in quella Cattedrale.
Nella seconda iscrizione è ricordata la meravigliosa ricostruzione del distrutto villaggio di Juliola per volere del Be, su disegno di Pietro Magnoni; la terza è il titolo della riconoscenza pubblica a Maria Teresa; la quarta rammenta le opere ordinate da Carlo Felice, duca del Genovese, in quell'isola; l'ultima celebra il minor fratello del Sovrano, Giuseppe Placido Benedetto (1766-1802), conte di Moriana, il quale, nella sua qualità di Preside della Provincia di Sassari e del Logodoro, aveva compiute alcune imprese edilìzie. B conte di Moriana è sepolto nella Cattedrale di Sassari.
Questi documenti, che confermano quanto scrissero il Segre e il Masi intorno a Vittorio Emanuele I, sono stati ritrovati tra le carte dell'Ammiraglio Des Geneys. 1)
UMBERTO VALENTE
Ad Victorem Emmanuelem natalem eius diem concélebraturus
Franciscus Carbonius. Unus es, Emmanuel; sed qui tua noverit arto, Unam quei* unus condis olympiadem. Te ccntumgeminum eontendet pignoro quovis. Unum esse aut uno in corpore ccntimanum.
X) E. SEGHE, Vittorio Emanuele /, Torino, Paravia, 1928; E. MASI, Vittorio Ema* nuete J eia Regina Maria Teresa* in Nuova Antologia, 1893, voi. 45, p. 694,