Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <529>
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Reminiscenze dell'epopea garibaldina 1848-49 529
' REMINISCENZE DELL'EPOPEA GARIBALDINA
1848-49
CALA MARTINA
Vola fra i gaudi del periglio, o forte; Vegga il mondo che mai non fosti vinto Né le virtù romane anco son morte.
A Giuseppe GaribaldiCARDUCCI
La terra di Maremma, risplenden te di grandezza e di benessere nel periodo etrusco, lia episodi memorabili nell'epopea garibaldina.
L'Etruria diede a Roma, con le insegne del potere, il fascio littorio, i Re, le ap­prese l'idraulica, l'arte mineraria e la metallurgica, la costruzione delle navi e le additò nei mari nuove vie per la sua espansione.
Con la decadenza di Roma, con le tenebre del medioevo e delle età posteriori, quella terra classica e opulenta trasse dallo impaludamento di vaste estensioni, dallo squallore e dalla insalubrità dell'aria il triste nome di Maremma. L'azione rigenera­trice lunga e lenta, iniziata con mezzi impari alla mole imponente di opere, è ora felicemente avviata a compimento dall'azione fervida ed alacre impressa dal Governo Fascista.
Le popolazioni, sebbene assottigliate, immiserite, conservarono gli slanci della loro natura fiera e generosa, educate alla scuola del sacrifizio. E diedero, nel periodo del Risorgimento nazionale, generosamente e con entusiasmo, nobile contributo di valore e di dedizione alla Patria. Rifulsero episodi memorandi che sono patrimonio di questa classica regione d'Italia e vanno ricordati e rievocati alle nuove generazioni.
Benito Mussolini disse appunto nel maggio 1925: E bello e doveroso che sorgano rivendicati i magnifici monumenti del passato, perchè un popolo che non rispetta le tradizioni del passato trascura una fonte di vita*
Due grandi solenni episodi del Risorgimento, nell'epoca più vicina a noi, vanta la terra di Maremma: Cala Martina e Talamone.
A Cala Martina si compì il 2 settembre 1849 il salvamento di Giuseppe Garibaldi dopo la caduta della Repubblica romana, che serbò l'Eroe alle fatidiche fortune d'Italia.
All'eroe s'inchinarono principi e popoli. Ogni città grande e piccola volle dedicargli un monumento, una lapide, un teatro, una scuola, una piazza, una strada,
Grispi disse: come per Omero, ogni città si contese l'onore di annoverare Garibaldi fra i suoi concittadini.
I moti del 1831 furono la preparazione della ondata rivoluzionaria del 1848, che percorse tutta l'Italia, propagandosi in altri Stati di Europa; Francia, Ungheria.
L'iniziativa venne dalla Sicilia: il 12 gennaio, genetliaco di Ferdinando II, scoppiò la rivoluzione in Palermo, già prestabilita e notificata con pubblico manifesto, il 27 gennaio insorge Napoli, il 28 gennaio Messina, l'8 febbraio Statuto di Carlo Alberto; 11 febbraio Costituzione di Ferdinando in Napoli; 14 marzo Costituzione di Pio IX; 18 marzo, rivoluzione di Milano, Cinque giornate; 22, Manin proclama la Repubblica a Venezia;. 23, Carlo Alberto dichiara la guerra all'Austria.