Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <541>
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Reminiscenze dell'epopea garibaldina 1848-49 541
A queste parole, il Generale disse a Leggero: Vedi quali uomini stanno in questa Maremma. Se avessimo conosciuto la strada e la popolazione era questa la via da seguire. E quando 11 presso vide vaganti dei bovini, aggiunse: se avessi saputo di trovare anche il cibo per i bravi soldati, sarebbe stata questa la via.
Attraversando la strada penetrarono nuovamente nella macchia che si faceva sempre più folta. Arrivarono cosi alla via delle Costiere che sovrasta Cala Martina, la traversarono e per un sentiero ripido, sboccarono ad un terzo dell'arco che contorna il seno e percorrendo la spiaggia in curva si fermarono in un punto al riparo di punta Sentinella che parve il sito più riparato e più adatto all'imbarco.
Garibaldi si rianimò alla vista del mare, il mare a cui anelava, che aveva rite­nuto la via della salvezza. E giunto alla spiaggia tolse i calzari e vi tuffò, con senso di benessere, i piedi.
Stettero in attesa che si avvistasse la barca e furono messe delle vedette in alto per scrutare l'orizzonte. Ma l'Azzanni da uomo pratico aveva bordeggiato lungo la costa in atteggiamento di pescare e non era facile scorgerla dal promontorio tagliato a picco e ricoperto dal fitto bosco. Finalmente, avvicinandosi la barca fu riconosciuta: vennero fatti convenienti segnali che la fecero accostare al punto da dove provenivano*
Il momento fu drammaticamente solenne: Garibaldi si manifestò in tutta la grandezza della sua indomita audacia, rivolto agli uomini che l'ammiravano commossi disse loro: Non vi è nulla che possa ricompensare ciò che ho ricevuto da voi, ma spero ritrovarvi a tempi migliori.
Olivo Pina in nome di tutti con voce commossa replicò: un pizzo della vostra pezzuola basta a ciascuno di noi. Lo lasceremo come ricordo ai nostri figliuoli, avevamo per unico scopo salvarvi e conservarvi all'Italia e volentieri veniamo con voi fino a Genova, se lo volete.
Il Generale replicò: no, nel mare non temo alcuno: ci rivedremo!".
Prima di imbarcarsi, ad Olivo Pina diede un fischietto di argento cou incise le lettere C L, a Carmi ginn i un piccolo stile che teneva di dietro fermato alla cintura; a Fontani un piccolo portafoglio di appunti, da cui staccò un foglio su cui cou una matita tracciò la sua firma per Ornam. Li abbracciò e li baciò tutti e incaricatili dei suoi saluti per Girolamo Martini, Camillo Serafini e Angiolo Guelfi, montò svelto sulla barca; egualmente Leggero, dopo avere abbracciato gli scarlinesi, segui il Generale. La barca si mosse allontanandosi lentamente dal lido e quando ebbe percorso alcuni metri, Garibaldi, con voce vibrata, gridò: viva l'Italia. Era il saluto auspicante l'avvenire che gli uomini che gli furono di guida raccolsero devotamente. Erano le ore 10 del mattino del 2 settembre 1849.
Ho* visitato quei luoghi in devoto pellegrinaggio. La casa di Angelo Guelfi, sulla via Emilia nel piano di Scarlino, ove riposò Garibaldi per poche ore nella notte dal-1*1 al 2 settembre 1849, sul prospetto principale ha la lapide fattavi apporre dal Comune di Ga vorrano, del quale Scarlino Ò una frazione. Sul ripiano della acala l'epigrafe, dettata da F. D. Guerrazzi, fattavi apporre nel 1862 dallo stesso proprietario.
Bandito conte belva da Roma IL DESTINATO A tanta parte del riscatto ita­liano GIUSEPPE GARIBALDI Qui la notte dal 1 al 2 settembre 1849 poche ore
posò La notte stessa Pedestre e scorto da un compagno solo Traversato il piano
di Scarlino Attinse la Cala di Punta Martina Dove su di un burchiéllo Se