Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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544
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LIBRI E PERIODICI
Annuario del R. Istituto Storico Italiano per l'Età moderna e contemporanea, voi. IV, 1938; Bologna, Zanichelli, 1940, in 8, pp. VHt-197. L. 30.
L' Annuario dell'Istituto, che per varie ragioni come l'Eccellenza Ercole avverte nella prefazione esce con due anni di ritardo, comprende, nella prima parte, due studi di storia diplomatica.
Il primo, di Carlo Morandi, Verte su Lo Stato di Milano e la politica di Vittorio Amedeo II. E un breve ma succoso lavoro, che si giova di parecchie fonti archivistiche (Archivio di Stato di Firenze, di Torino, di Venezia, Archivio Vaticano, Archivio degli Esteri di Parigi), studiate con grande diligenza dal Morandi. L'argomento, veramente, esula dal periodo storico che forma l'oggetto di studio di questa Rassegna; ma, poiché la formazione a Stato moderno del Piemonte è fondamentale per lo studio del Risorgimento italiano, gli storici di questo periodo potranno trovare interesse nel lavoro del Morandi. L'aspirazione della dinastia sabauda al dominio sullo Stato di Milano, si ripresenta, sotto mutata forma, nel programma dei patriotti del '21, e, ancora, nella politica di Carlo Alberto, e condiziona comunque tutto l'indirizzo che la dinastia impresse alla politica del Piemonte.
I tentativi fatti da Vittorio Amedeo II per allargare la sua signoria sullo Stato di Milano furono tre: il primo insistendo presso la Spagna per ottenere per vie pacifiche e legali il titolo di Governatore di Milano; il secondo mediante l'intesa politicomilitare con la Francia allo scopo di ottenere l'annessione; il terzo attraverso l'alleanza con Vienna, con la quale il duca dapprima tenta, nel 1706, di ottenere il governo delle zone non occupate nella guerra iniziatasi tre anni prima, poi difende, ma sempre invano, il suo progetto di annessione al Congresso di Utrecht.
I documenti particolarmente studiati dal Morandi e pubblicati in appendice al suo lavoro, interessano appunto il primo dei tentativi, quello che si effettuò mediante le tre missioni diplomatiche affidate al conte di Vernone. Il Morandi vuol connettere l'invio del Vernone a Milano e a Madrid con tutta la precedente politica del duca verso la Lombardia spagnuola e mostrarne cosi la genesi lunga e meditata. Con l'esame del tentativo e del fallimento della missione diplomatica, il Morandi riesce a spiegare compiutamente nel duca di Savoia quello stato d'animo, da cui scaturisce la pace separata con la Francia dell'estate del '96, frutto di trattative risalenti almeno al '92, ed episodio caratteristico di quella tecnica diplomatica che, assieme al valore militare, danno a Vittorio Amedeo II una fisionomia ben caratteristica. Il Morandi definisce bene questa tecnica: e Sentite le offerte degli uni, [Vittorio Amedeo U] prendeva tempo per chiedere 0 quelle degli altri, e poi cercava di provocare l'aumento delle prime, e così via fino al limite del possibile; quando non era più lecito proseguire, accettava, concludeva, firmava; ma non cade nell'errore di chiudersi dentro i limiti talvolta angusti della storia esclusivamente diplomatica, che anzi egli supera di continuo per ricostruire, attraverso le fasi diplomatiche, la fisionomia politica e storica del periodo.
Facendo seguito ai suoi precedenti studi sui rapporti austro-napoletani durante il regno di Ferdinando II,1) Ruggero Moscati ci presenta in questo Annuario, Appunti e documenti su i rapporti austro-napoletani alla vigilia del 1848. Il Moscati
i) I rapporti austronapoletani nei primi anni del regno di Ferdinando 11 in Archivio storico per le Provincie napoletane, N. S., XXV; e II Regno delle due Sicilie e l'Austria, documenti dal mano 1821 al novembre 1830, Napoli, R. Deputazione di Storia Patria, 1937.