Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <545>
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Libri e periodici 545
costruisce il suo studio sulla base del carteggio diplomatico scambiato tra il Metternieh ed fl principe Felice di Schworzenberg, Ministro austrìaco presso la corte napoletana, conservato nell'Archivio di Stato di Vienna.
Il Moscati si oppone alla tesi del Paladino, secondo il quale raffermata cordialità dei rapporti tra Ferdinando e l'Austria non è che un mito;*) ma corregge anche le affermazioni del Silva, il quale scrive che il Governo austriaco, alla vigilia del 1848, non era alieno dall'accogliere la domanda di soccorso materiale rivoltagli da Ferdinando II.3) Infatti il carteggio studiato e pubblicato, se da una parte dimostra la non mai cessata cordialità che caratterizzò i rapporti tra l'Austria e Ferdinando, dall'altra ci dà le prove della ferma volontà del Metternieh di non inviare soccorsi materiali al re delle Due Sicilie contro l'avanzante rivoluzione.
L'influenza che lo Scbwarzenberg aveva acquistato sulla politica del Regno grazie all'incapacità del ministero napoletano (formato dal marchese Pietra-Catella, dal gene­rale Del Carretto, dal Parisio e dal principe Scilla), è prova della degenerazione del governo borbonico e contraddice, almeno per quanto riguarda i rapporti con l'Austria, la tesi cara al Paladino circa l'estremo spirito d'indipendenza che avrebbe caratteriz­zato l'animo di Ferdinando IL Ma le insistenti richieste di truppe austriache che lo Schworzenberg, portavoce di Ferdinando, rivolgeva al Metternieh,3) provocano da parte di questo risposte sintomatiche, in quanto svelano l'impossibilità di indebolirsi con aiuti all'estero, nella quale si trovava l'Austria alla vigilia di quella rivoluzione che doveva fax saltare lo stesso Metternieh,
Alla luce di questi documenti e di queste note, quindi, le indagini sulla storia del Regno napoletano ai arricchiscono non solo di molti particolari interessanti la storia interna del Mezzogiorno d'Italia alla vigilia della crisi del 1848,4) ma anche della con­vinzione che Ferdinando H vide troncati con grande rincrescimento i rapporti con Vienna e che egli si lanciò nell'avventura italiana senza il nummo entusiasmo:s) che è una conferma della tesi liberale alla quale ora si torna, dopo la riabilitazione della politica borbonica tentata da quegli storici tra i quali il Paladino è il più notevole.
Nella seconda parte dell' Annuario Walter Maturi, l'ottimo studioso e Direttore della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea, pubblica il Catalogo della Stampa periodica riguardante la Guerra mondiale, conservata nella suddetta Biblioteca.
Questa stampa, il cui riordinamento è stato ora completato, consiste in ben 2000
*) Cfr. Il Governo napoletano e la lega italiana nel marzo e nell'aprile 1848, in Rassegna storica del Risorgimento, 1917, voi. VI; e II Governo Napoletano e la guerra del 1848, Milano-Roma-Napoli, 1921.
2) Cfr, ZM Monarchia di luglio e l'Italia, Milano, Bocca, 1917, p. 405.
8) Il Moscati dimostra irrefutabilmente che una diretta ed ufficiale domanda di soccorso all'Austria da parte di Ferdinando II non ci fu, malgrado le affermazioni del Bianchi; tuttavia dagli stessi documenti pubblicati dal Moscati appare chiaramente che tutto si svolse come se quella domanda fosse stata realmente presentata.
*) Mi sembra interessante notare ciò che è dimostrato dal documento pubblicato dal Moscati col n. 5, e cioè che il Serracapriola non cessò i suoi rapporti con lo Schwar­zenberg, il quale continuò ad esser considerato quasi un confidente. Si giustifica così la opposizione dello Spaventa e degli altri liberali di sinistra verso quel ministero che sem­brava non attuare una politica abbastanza italiana: anche qui il giudizio dei liberali può diventare giudizio storico, salvo le riserve circa la possibilità effettiva di una poli­tica italiana e nazionale che non costituisse per il Governo borbonico un vero e proprio suicidio.
5) Questo il Moscati si ripromette di confermare alla luce di numerosi altri docu­menti diplomatici del periodo immediatamente successivo a quelli ora da lui pubblicati.