Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1941
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546
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546 Libri e periodici
titoli; qui la parte riguardante l'Italia (i cataloghi delle altre parti saranno pubblicati vìa via nell' Annuario dell* Istituto) viene suddivisa in tre sezioni: a) Giornali stampati nel territorio del Regno; 6) Giornali di trincea, dei prigionieri, delie provincie invase; e) Giornali italiani stampati all'estero. E questo un ricco materiale messo a disposizione degli studiosi, ai quali il presente catalogo riuscirà certamente di grande
utilità. - .
PAOLO ROMANO
LOUIS VILLAT, Lo Rivoluzione francese e VImpero napoleonico, traduz. di PIETRO SBRINI; Torino, Giulio Einaudi Edit., 1940, 1 voi. in 8, pp. XX-745.
Il volume fa parte della collezione francese Clio, nota a tutti gli storici. Scopo della collezione è quello di offrire agli studiosi, ma soprattutto agli studenti universitari uno strumento di lavoro, e cioè una narrazione nella quale siano esposti tutti i punti e tutte le questioni di un determinato periodo, e gli ultimi risultati della critica su qualunque controversia. Lavori di compilazione sì, ma nei quali lo storico deve sceverare quello che è semplicemente aneddotico, da quello che, invece, è fondamentale per la comprensione degli avvenimenti, anche se ha l'aspetto di annedotico. In ciò naturalmente è già implicita anche la valutazione degli avvenimenti.
Ora quando trattasi di avvenimenti quali la rivoluzione francese e l'impero napoleonico, i quali aprono un'epoca nuova, danno luogo a trasformazioni profondissime, e pur tuttavia contengono ancora moltissimo delle istituzioni antiche; avvenimenti che escono dal quadro puramente nazionale ed investono la storia di tutta l'Europa, ognuno capisce quali siano le difficoltà da superare.
Anzitutto determinare bene i rapporti fra rivoluzione ed impero. Tutti sono di accordo che il secondo è la continuazione della prima, e non solo cronologicamente: la difficoltà consiste nello stabilire quanto si deve alla prima e quanto al secondo, quanto quest'ultimo ha conservato e quanto ha lasciato cadere. Tutto questo porta sempre alla valutazione di quel periodo. Ma anche le singole questioni sorgono ad ogni pie sospinto: si tratti degli stati generali, o dei moti popolari o della riorganizzazione dello Stato; ci si trovi di fronte alla inesperienza o alla incertezza dei primi passi, come al rapido e spedito cammino della convenzione; allo spirito rivoluzionario, e alla crisi religiosa; alla caduta della monarchia e all'organizzazione di un Governo provvisorio; al processo del re e alle sue conseguenze esterne, e cioè la coalizione del 1793. E quanto più. si procede avanti e più i problemi si moltiplicano e si accavallano: viene la dittatura, prima quella della Convenzione, o meglio di una minoranza di essa, poi quella del Robespierre, a cui segue come reazione, fino ad un certo punto, il Direttorio. Poi si presenta il Bonaparte: un governo riparatore, ordinatore, legislatore è l'aspirazione di tutti i francesi. Egli sente questo bisogno e lo soddisfa, ma nello stesso tempo aspira a maggiori poteri, a maggiori onori. Riprende la corsa della guerra, è il periodo, in cui Napoleone è grande, o meglio appare grande o siamo noi che Io riteniamo cosi, attratti dal fascino delle strepitose vittorie. Ma è anche il periodo della decadenza, della crisi incipiente, delle prime sconfitte, poi della fine.
Ora tutto questo in scorcio ci dà L'importanza dei problemi da esaminare, valutare, esporre.
Come aggiornamento il libro del Villat non lascia nulla a desiderare, come completezza nemmeno, come giudizi in una materia esaminata vagliata e discussa per più di un secolo da storici eminenti e dai punti di vista più diversi, occorrerebbe rifarsi da capo per arrivare ad una visione propria. A noi quindi basta dire che questo libro ci offre tutto quello che uno studioso può desiderare per conoscere quella epoca e le sue questioni.
Per non appesantire troppo il volume destinato ai lettori italiani, l'editore ha tralasciato le introduzioni sulla storiografia rivoluzionaria e napoleonica e le bibliografie generali e speciali. Lo ha fatto considerando che gli specialisti, che avranno