Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1941
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pagina
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547
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Libri e periodici 54"
bisogno di quella bibliografia, ricorreranno sempre all'edizione originale. Sono state
conservate invece le note, che, in fondo ai vari capitoli, informano sullo stato attuale
dei singoli problemi, cioè sulle più fruttuose discussioni avvenute tra gli specialisti
in questi ultimi tempi, ,
e AUGUSTO TORRE
ETTORE PÀSSERE* D'ENTREVB9, La giovinezza di Cesare Balbo; Firenze, Le Mounier. 1940, in 16, pp. VI-279. L. 25.
Con questo studio che trova degno posto nella Collezione diretta da Giovanni Gentile e da Mario Menghini, il giovane Passerài, esordisce brillantemente nel campo degli studi storiografici. Il libro, che rivela un temperamento incline agli studi di storia, offre assai più. di quel che non prometta nel titolo: infatti esso e più che una semplice biografia, e l'indagine del Passerài non si limita alla personalità, giovanile del Balbo, ma allarga il suo sguardo a tutto un periodo storico e a tutto un ambiente. È il periodo storico che va dal crollo dell' Impero napoleonico agli anni che precedono immediatamente e preparano lo scoppio rivoluzionario del 1848; ed è un ambiente formato da uomini assai diversi per indole, gusti e tendenze politiche: dal Napione. tenace tradizionalista, a Prospero Balbo, conservatore moderato e illuminato, a Cesare Balbo, liberale e costituzionalista, conformista e cattolico; un ambiente, la cui caratteristica si potrebbe forse indicare in quelle velleità illuministicopedagogiche in via di ima nuova sistemazione storicistica, che ricordano altri ambienti analoghi e contemporanei a Firenze e a Napoli.
H merito più notevole del Passerài è per l'appunto quello di collegare la personalità del giovane Balbo all'ambiente nel quale vive e si sviluppa; poiché Cesare Balbo e gli amici a lui più legati nel periodo giovanile quali Carlo Vidua, Luigi Provana, Luigi Ornato, ed in un primo tempo anche Santorre di Santarosa non sono rivoluzionari democratici che si stacchino nettamente dai rappresentanti del vecchio Piemonte, ma patrioti liberali moderati che si distinguono da questi per lievi seppur molto significanti differenze. Molto opportunamente il Passerài nota i vari legami che uniscono questi a quelli e la possibilità di collaborazione che entro certi limiti si attuò tra questi e quelli. Ciò che legava i nuovi patrioti ai vecchi rappresentanti del l'aristocrazia piemontese, era soprattutto l'odio contro l'Austria, la gelosia dell'indipendenza, il senso della disciplina militare; ed anche quando i primi prenderanno più decisamente l'iniziativa per un'azione di carattere liberale e nazionale, porteranno in essa la nota del loro moderatismo e del loro conservatorismo. D'altra parte i migliori rappresentanti del vecchio partito piemontese tra i quali bisogna senza dubbio annoverare il padre di Cesare Balbo assimilano dal periodo napoleonico l'amore delle geniali riforme giuridiche e amministrative che erano retaggio dell' Impero caduto, e non ai sentono di difendere e tanto meno di augurarsi un ritorno puro e semplice allo stato di cose del Piemonte settecentesco. Fu anzi questa parziale comunanza di ideali politici a creare per usare un'espressione del Lemmi che il Passerài fa sua l' equivoco del 1821; senza precisare questo equivoco si correli rischio, al quale non si sottraggono talvolta il Calcaterra e il Rodolice, di sopravvalutare le forze di progresso che sarebbero rappresentate nella vecchia aristocrazia piemontese, e di privare al tempo stesso di ogni originalità ideale l'opera ed il pensiero dei giovani patrioti liberali: un livellamento storiografico contro il quale ha giustamente protestato l'Omodco nei suoi studi sulla politica carioalbertina.
Questa classe socialmente predominante e politicamente dirìgente, nella quale, come ho detto, per ìievì gradazioni, si passa dai conservatori più rigidi ai liberali più progressisti, può dirsi il vero oggetto della prima parte almeno del lavoro del Passerài. In questo ambiente nel quale* nonostante i punti di contatto tra le ali di destra e di sinistra, si trovavano di fronte due politiche diverse politica dinastica e politica nazionale , Cesare Balbo ri trova idealmente in una posizione di medi e là: che è poi