Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1941
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553
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Libri e periodici 553
DOMENICO LANCIOTTI, 21 Governo delle Provincie Unito Italiane (2 febbraio-26 mar' zo 1831) Roma, Guanélla, 1941-XIX, in 8, pp. 232. L. 20.
Nell'occasione del centenario della rivoluzione del 18311832, o poco dopo, non mancarono studi e pubblicazioni che molto contribuirono a mettere in luce quel caratteristico momento della nostra storia, nel quale il regionalismo fece le sue nuove esperienze lasciando già il posto ad una più precisa ed affermantesi idea dell'unità, e nel quale metodi di azione palesarono meglio la loro insufficienza e liquidarono gli uomini che li rappresentavano.
Il Lanciotti non ignora quanto è stato pubblicato: ce lo dice in una lunga nota bibliografica che precede il suo studio, nella quale le citazioni sono precise e numerose. E però egli, accingendosi a dire del Governo delle Provincie Unite, avrebbe potuto ci sembra studiare meglio di quanto non sia stato fatto sin qui, l'opera di quel Governo; avrebbe potuto, per esempio, valutarla o giudicarla da un punto di vista giuridico e politico, indicarne le interferenze con l'azione rivoluzionaria, cogliere insomma il significato di quell'adunata d'uomini rivoluzionaria o pseudorivoluzionaria che espresse ed ostacolò, nel tempo stesso, la rivoluzione.
Anche uno studio sull'ideologia che dominò in quei legislatori, uno studio sui decreti, sui provvedimenti legislativi, fatto allo scopo di coglierne lo spirito e il carattere dottrinale, avrebbe dato un contributo non privo di interesse.
Ma quale sia stato l'intendimento dell'A. nello scrivere questo libro ce lo dice egli stesso, esplicitamente, nella prefazione. Il lavoro scrive egli non ha alcuna pretesa storica né critica né letteraria: esso mira soltanto a fare un pò* di luce.
Dimessa pertanto ogni altra pretesa, abbiamo cercato quel po' di luce; e ci sembra di averla trovata, e di poterla anche definire con sufficiente esattezza: si tratta di luce cinematografica.
Il Governo delle Provincie Brunite passa adunquesecondo l'impressione da noi provata sulla tela. Il titolo? Eccolo: Tra due Madonne.
E ben trovato, e risponde a circostanze di fatto, giacché il 2 febbraio è la festa della Purificazione di Maria, ed il 25 marzo è l'Annunciazione. Lo storico a queste cose non pensa, ma il regista si.
Ed il regista sa anche creare i quadri e denominarli. Scegliamo tali denominazioni fra i titoli e sottotitoli coniati dall'A. Eccone alcuni: Al crocicchio dell'ideale; Alta marea; Un percorso fatale; Contro natura; Un avvocato alla pedana; Nella sala dei Prìncipi; Vu par le Roi; Nel regno della teoria; Legali ed eroi al traguardo; La rivincita di un destino; Ai ripari; I due Vicini; Pagina voltata, ecc.
Certo può nascere la curiosità di sapere che cosa si nasconda sotto il velame dei titoli strani; ma troppo lungo sarebbe qui il dirlo. Basti accennare, a cagion d'esempio, che il Percorso fatale riguarda non già il viaggio di un geloso o di un innamorato, ma quello del cardinal Benvenuti; e che YAlta marea non è quel fenomeno che tutti conoscono, ma è il tumulto romagnolo dei primi giorni del febbraio; e che gli Eroi ed i legali che vanno al traguardo, come se si trattasse della Corsa delle Mille Miglia, sono i soldati dello Zucchi che vorrebbero combattere, ed i politici di Bologna che oppongono la pregiudiziale del nonintervento.
In piena armonia con questi e con altri titoli, che per brevità omettiamo, è la narrazione.
E però il libro è uno spettacolo narrato: narrato con disinvoltura, con passione, con fede. La rivoluzione del 1831, limitata fra le Due Madonne per quel che riguarda il tempo, e limitata ali* EmiliaRomagna per quel che riguarda lo spazio, è stata vista dal dottor Lanciotti cosi. Insomma è capitato al Governo del 1831 quel che può capitare a chiunque posi davanti ad mi pittore. Egli vi fa un ritratto; voi non siete persuasi di essere... quello. Ma ciò non Interessa: il pittore vi ha visto cosi, e voi avete il torto di non capirlo. pIBH0 ZmK