Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <555>
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Libri e periodici 555
ADOLFO OMODEO, La leggenda di Carlo Alberto nella recente storiografia, In appendice: Mes souvenirs surleRoi Charles Albert parie comte J. GERBATX DE SONNAZ; Torino* Einaudi, 1940-XVHI, pp. YIH-168. L. 15.
Qaesto recente libro dell'Omodeo, uno tra i più profondi e acuti storici del nostro Risorgimento, ai propone una revisione critica della storiografia carlo-albcrtina.
L Omodeo ha ritenuto di dover assumere un atteggiamento polemico proprio per superare la polemica e stabilire un punto, non per studi diretti sull'argomento, non perchè questo fosse stato da parte sua oggetto di particolari ricerche, ma per togliere quello che egli considera un errore storiografico nel periodo che va dal 1830 al 1848, periodo intermedio tra quello della Restaurazione e quello del decennio cavourìano: che sono i due poli tra cui specialmente si muove l'attenzione dell'Omodeo.
La figura di Carlo Alberto, sulla base di quello che è stato chiamato dal Masi in poi il suo segreto ha subito, fin dagli anni immediatamente seguenti la sua morte, un processo di glorificazione che ha creato la leggenda di Carlo Alberto. Se al segreto l'Omodeo non crede, rivela bensì l'esistenza della leggenda: e questa, appunto, vuol distruggere.
La leggenda di Carlo Alberto, che ha alla base l'affermazione di una sua pre­sunta continuità ideale e politica tra il 1821 e il 1848, che porta alla sua glorificazione inarticolata sa uno sfondo tutto aureo, è, per l'Omodeo, opera di coloro che egli chiama gli e agiografi; i quali, muovendo dalle obbiezioni che il Perrero e il Vayra levavano alla fondamentale opera del Costa, superando gli. scogli di un ritratto, offerto dal Lemmi, di un giovanile Carlo Alberto eroe del legittimismo toto corde contrastante col campione dell'idea italiana del 1848, superando 1*innegabile contradditorietà ed incertezza della personalità carloalbertina, di Carlo Alberto ci presentano, un ritratto che non ci soddisfa appieno.
Contro questa asserita deformazione l'Omodeo si leva a difendere la vera funzione della storiografia, che non è quella di accusare o di assolvere, ma d'intendere e di deter­minare forme, forze e funzioni: perciò, egli dice, la reazione ai nuovissimi indirizzi non deve mirare a denigrare nuovamente il Carignano, ma a definirlo, È appunto Io scopo che, al di là della polemica, l'Omodeo si propone mediante questo volume, con la sicurezza e la padronanza dell'argomento che gli sono proprie.
Tuttavia non possiamo negare che ad una visione sintetica e ad una conclusiva presa di posizione l'Omodeo giunge solo nell'ultimo capitolo; nei precedenti che non sono per lo più se non la riproduzione spesso testuale delle recensioni pubblicate su La Critica parallelamente a quelle che Guido Porzio faceva sulla Nuova rivista storica, e che risentono dell'origine egli enuncia più spesso di quel che non risolva i pro­blemi dell'interpretazione storica della figura di Carlo Alberto. Perciò non a torto gli è stato rimproverato (cfr. G. FERRETTI, La leggenda di C. A., in Primato, 15 settem­bre 1940-XVIII) di fare delle recensioni in ritardo, con tutti gli inconvenienti che queste comportano; danno innegabilmente fastidio, nel volume dell'Omodeo, certe censure spicciole, certe correzioni di sviste, anche una certa impostazione di tono, che invece ben si addicono ad una recensione. L'Omodeo non avrebbe fatto male a dare maggiore unità al suo studio, togliendo quel tono talvolta fastidioso che una mag­giore cura nella rielaborazione di quegli articoli e nella preparazione del volume avrebbe potuto facilmente evitare.
Tuttavia queste riserve non pregiudicano il valore sostanziale della recente pubblicazione, dalla quale la figura di Carlo Alberto esce rielaborata, messa a fuoco, e, possiamo dirlo, giustamente valutata so non avvalorata, come ha riconosciuto recentemente anche P. Pieri in Civiltà Moderna (gennaio-febbraio 1941-XIX).
Figura psicologicamente complessa e difficilmento unificabile sotto una formula semplicistica; sospettoso, freddo, diffidente* orgoglioso, privo di necessari abbandoni, Carlo Alberto è psicologicamente, por l'Omodeo, quale lo videro e lo giudicarono