Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <458>
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GLI EMIGRATI VENETI E LA DIPLOMAZIA
(con documenti inediti)
1.
AI domani dì Villafranca, che gelò le speranze dei Veneti e li abbandonò di nuovo alla tirannide :'Austria, ancor più inasprita per le subite sconfitte sui campi di battaglia lombardi, e per la perdita di Milano, tutto un fuoco di rivendicazioni divampò più veemente nella Venezia, mentre si ammirava il generoso aiuto francese spiegato in Lombardia ; e mentre, allora, Garibaldi da Lo vere eccitava alla gra­titudine per Napoleone e l'eroica nazione francese .
Napoleone HI, che voleva cancellare l'infoine trattato di Campofor-mio imposto dallo zio nel 1797, lo ricalcava a Villa-franca nel 1859: la sua promessa d'un'Italia libera dall'Alpi all'Adriatico, fatta nel pro­clama di guerra, rimaneva incompiuta, tronca d'improvviso. Egli, che aveva mosso guerra all'Austria, non tanto, forse, per simpatia all'Italia, al Piemonte, quanto per istrappare all'Austria il predominio sull'Italia, scemare all'Ausilia potenza neli*equilibrio europeo, lasciava dimezzato, per ragioni più volte ammesse (precipua delle quali la minaccia prussiana ai confini francesi), un nobilissimo programma. Il diritto di nazionalità, nuovo idrato europeo, del quale il monarca mostrava di voler essere banditore serviva forse al rancore non sopito di Napoleone UT per gì" intrighi diplomatici dell'Austria nei principati danubiani a donno delia Francia.
I Veneziani, commossi, avevano veduto bensì dall'alto dei cam­panili, sul limpido orizzonte, la squadra francese unita alla squadra piemontese accorse a liberarli ; ma, d'un tratto, quella flotta ebbe ordine di ritirarsi : i vascelli fantasmi disparvero.
I Veneziani avevano udii bensì,- di lontano, salve di saluto; ma le navi francesi, non le avevano rivolte, quelle salve,, all'abbandonata. Martire del mare, quale augurio, mentre sparivano;: le avevano rivolto alle navi austriache, quale saluto di pace.