Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <558>
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558 Libri e periodici
ancora l'accento di una sconfessione aperta. Anzi egli difende Pio IX; egli vuole ancora vedere in lui la vittima della reazione eoe ha potuto per un momento rialzare il capo. E cosà giustificando Pio IX. il padre Bassi giustifica se stesso, e rimane nella sua posi zinne di combattente contro la politica gregoriana, e non già contro il pontefice rifor­matore della vita politica e civile. Le ragioni in virtù delle quali egli si mantiene in tale posizione sono piuttosto dei pretesti e degli espedienti; ma l'oratoria e la poesia consentono gli uni e gli altri.
Uscendo poi dall'ambiente bolognese dove le parole abbondano più dei fatti, Ugo Bassi entra in quello romano dove, in verità, i fatti sono più abbondanti delle parole, ed hanno talora proporzioni grandiose.
Ancora una volta il Barnabita appare, in questo nuovo ambiente guerriero, tutto preso nell'azione: e l'atmosfera della guerra ancora una volta Io esalta e lo abbellisce. Senza dubbio l'uomo d'azione è molto più alto cosi almeno pensiamo noi del­l'uomo delle concioni. Non già che vengano meno le parole e gli atteggiamenti: ciò non è possibile. La rivolta che si concreta contro la posizione che il papato viene assu­mendo in forme che non consentono pretesti o cavilli, trova altre irruenze verbose. E ciò si verifica specialmente dopo la nota pontificia del 18 febbraio, con la quale si fa appello allo straniero.
Anche la deposizione dell'abito fratesco ha il suo significato. Nominato cappel­lano della legione garibaldina, Ugo Bassi depone difatti la veste del barnabita ed indossa la camicia rossa, curando si capisce in quella nuova divisa alquanto fantasiosa, certi particolari decorativi.
Egli è dapprima a Rieti, donde fa poi ritorno a Roma, lungo le tappe di Subiaco e di Anagni: a Roma, dove entra risolutamente e febbrilmente nell'azione. Né dob­biamo, a questo riguardo, sorprenderci se ci sarà qualche eccesso. Anzi qualche rilievo si sarebbe potuto fare a proposito di eccessi a cui il padre Bassi non fu estraneo, come per esempio a proposito della feroce azione compiuta il 3 maggio a ponte Sant'Angelo, della quale fa parola Giuseppe Spada nella sua Storia della Rivoluzione (voL III, pp. 451). Storia partigiana, è vero, quello dello Spada, ma che non inventa i fatti, e che anzi li narra con una certa prudenza, tanto che non ricorda, nel fatto specifico, il Bassi, sebbene fosse presente.
Ma poi si offrono al Beseghi in queste giornate turbinose e gloriose del maggio e del giugno motivi così belli che egli non può a meno di esprimersi in quelle forme apologetiche che, più o meno, affiorano in ogni pagina dell'opera.
Noi dovremmo ripeterci e volentieri ce ne dispensiamo se dovessimo qui rilevare gli effetti inevitabili che nascono quando una biografia ha fors'anche incon­sapevolmente - i modi dell'apologia. E dovremmo pertanto dire che, in quelle stili­stiche armonie laudative, prendono un significato sui generis anche gli infiniti e deli­cati affetti (come li definisce testualmente l'A.) che, pur nella lontana Roma, legano tuttora Ugo Bassi con Bologna. Ma lasciamo correre.
Apriamo piuttosto le pagine in cui incomincia la quarta parte dell'opera sotto il titolo: il martirio.
Qui la marcia garibaldina è seguita con un'attenzione ed una precisione che migliore non si potrebbe chiedere; anche precedenti studi dello stesso Beseghi lo hanno aiutato a compiere questa più ampia e più completa costruzione del famoso itinerario, sul quale hanno portato luce diligenti studiosi in questi anni.
Pieno di misurata ed efficace drammacità e poi il capitolo che narra dell'arresto di padre Bassi e dei suoi compagni a Cornacchie; e trattata con somma cura e perfetta­mente chiari ta è la controversia che ri ebbe su tale circostanza. Cosi il Basai ci viene giu­stamente mostrato come vittima di una suo generosa illusione, quella cioè di credere che l'Austria non potesse infierire contro di lui e contro 11 suo infelice compagno, il Livraghi. I particolari del procedimento politico-militare, dell'esecuzione, le reazioni che essa provocò nel popolo bolognese, vengono ampiamente colti ed illustrati; e parimenti