Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1941
>
pagina
<
561
>
Libri e periodici 561
nel perìodo che va compreso tra il 1880 e il primo decennio di questo secolo. È un quadro efficace di un mondo semplice, sereno e austero ormai del tutto tramontato, ma che serba ancora un fascino misterioso, il fascino delle cose lontane nascoste dal velo indelebile del tempo. Alcune pagine del suggestivo volume rivestono un particolare interesse anche per lo studioso: ad esempio, quelle dedicate agli antichi quartieri, lasciati tuttora in triste abbandono, e che fanno così vivo contrasto con la nuova città dall'ampio sviluppo edilizio. A quei luridi rioni si ricollegano intimamente le vicende della vecchia Palermo. Come è noto, essa, con la invasione saracena, fu popolata da latini, da greci e dagli arabi sopravvenuti. Le varie popolazioni, secondo le loro origini, si localizzarono in punti ben definiti e si formarono cosi quattro centri importanti, nettamente distinti per razza, per provenienza e per religione, i quali diedero luogo a forme diverse di civiltà e di progresso. Ancora oggi tra gli abitanti dei quattro antichi quartieri, di cui FA. illustra rapidamente gli avanzi più singolari, esistono differenze marcate d'indole, di abitudini, di linguaggio.
Il capitolo con cui si chiude l'opera del Lo Valvo è una sintesi, un po' frettolosa ma abbastanza felice, del grande risveglio intellettuale operatosi in Palermo nell'ultimo Ottocento: risveglio in parte poco noto, del quale non sarebbe inopportuna una disanima approfondita.
Il moto più notevole fa impresso anzitutto agli studi di carattere storico. L'A. giustamente ricorda il paziente, accurato, indefesso lavoro di revisione del materiale a stampa e degli innumerevoli manoscritti della biblioteca comunale, al quale si dedicò segnatamente, con costanza prodigiosa, monsignor Gioacchino Di Marzo, seguito da una schiera elettissima di appassionati, che, nelle Nuove Effemeridi Siciliane e poi nell'Archivio Storico della Società Siciliana per la Storia Patria, al lume di una critica seria e coscienziosa, illustrarono e precisarono gli accadimenti, in ogni epoca, della città e dell'isola. Ma in tutti i campi la rinascita divenne presto fervida e operosa: nella architettura che ebbe sommo Gio. Battista Filippo Basile, l'autore del Teatro Massimo di Palermo, di quella mole che sfiderà i secoli ad eternarne il nome e l'altissima fama; nella scultura, di cui aprì le vie alle nuove forme Benedetto Civitelli; nella pittura, che diede in quel quarantennio ima ricca produzione di capolavori (basti ricordare i nomi di tre artisti eccellenti che sopravvivono ancora: Ettore De Maria, Luigi De Giovanni, Hocco Lentini). Vastissima poi fa l'attività giornalistica, più copiosa forse che in ogni altra regione d'Italia. Tra gli innumerevoli fogli letterari, che nascevano e morivano a ripetizione, primeggiò il Momento, il quale diede luogo a battaglie accanite e a polemiche asprissime e nel corso del nuovo orientamento filosofico del tempo ebbe contro, dentro e attorno a sé scrittori di elevato ingegno e di solida cultura; nel giornalismo politico dominò il Giornale di Sicilia, che assunse, nei momenti più difficili per la Nazione, importanti direttive e fu sempre caldo promotore di iniziative nobili e generose.
È bene rammentare che dalle file del giornalismo palermitano uscirono uomini valorosi che salirono alle più alte cariche dello Stato o divennero vanto e onore del Foro cittadino. MABINO CIRAVEGNÀ
ViceAmmiraglio EBKBHARD VON MANTE Y. Gli incrociatori ausiliari tedeschi, traduzione dell'Ammiraglio di Squadra WLÀDIMIRO PINI; Boroa, Istituto Poligrafico dello Stato, 1938, 1 voi. in 8, pp. VHI-320.
Questo volume fa parte de La guerra sul mare IVL'tUi, pubblicata a cura del i Ministero delia Marina germanica, ed ò il voi. 3 della sezione dedicata agli incrociatori ausiliari tedeschi. In esso vengono descritte le campagne e le operazioni di quegli incrociatori che ebbero ordine dallo Stato Maggiore della Marina di svolgere isolatamente la guerra al commercio fuori delle acque metropolitane.
Fin dall'epoca del conflitto e anche rabito dopo comparvero molti libri dovuti alla penna di coloro che parteciparono alla guerra al commercio. In tali libri vengono