Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1941
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pagina
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564
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564 Libri e periodici
Naturalmente non si tratta di giudicare le impressioni in lui suscitate dai fatti in esse appunto consiste il valore documentario del libro ma di considerare solo la fedeltà con la quale aderisce ai fatti stessi. Ora a questo proposito si possono fare molti rilievi.
I primi si riferiscono al periodo della guerra: il quartiere generale di Albriccì, quando egli vi si recò alla vigilia dell'armistizio non era più a Bligny (p. 16), ma si era spostato in avanti insieme all'avanzata generale delle truppe alleate in Francia. non è vero che gli alleati ci abbiano detto chiaro e tondo che se prima non scatena-vamo noi l'offensiva non si sarebbero mossi dalle vecchie linee fronteggiami la massa delle armate tedesche (p. 16). Nell'ottobre 1918 le vecchie linee erano già sorpassate da varie settimane. Nel marzo 1917 trovandosi al quartiere generale italiano viene informato del Patto di Roma tra l'Italia e le nazionalità oppresse (p. 86); ora il Patto di Roma è del 1918 e non del 1917. Nel 1918 e 1919 ricorda più volte che i nostri morti in guerra sono 680.000 due volte anzi parla di 700.000 , ma in quel tempo non si conosceva ancora quella cifra e la valutazione delle nostre perdite era inferiore ad essa.
Parlando del trattato con la Germania incorre in varie sviste. Siamo al 7 giugno e descrive tutto quello che egli ha veduto e saputo in quel giorno: la prima svista riguarda il luogo della cerimonia, che egli fa svolgere nella Sala degli specchi (p. 32), mentre ebbe Inogo nel salone maggiore del palazzo del Trianon. La seconda svista si riferisce a quello che si fece in quel giorno: egli afferma ripetutamente che si ebbe la firma del trattato ( siamo arrivati a questa incredibile giornata della firma del trattato pazzesco, p. 32; i nostri delegati tornati a Parigi per la firma, non possono che sottoscrivere il trattato, p. 33; così firmiamo, p. 35; questo è il trattato che noi firmiamo., p. 37; hanno firmato, p. 113;il 7 maggio, l'Italia ha aderito a firmare il trattato di Versaglia, p. 128). invece il 7 maggio si ebbe la consegna del progetto di trattato alla delegazione tedesca, e la firma fu fatta sì nella Sala degli Specchi, ma solo il 28 giugno. Né si accorge di alcune contradizioni in cui cade per questo scambio di date. Di BrockdorffRantzau, capo della delegazione tedesca, dice; Rifiuta di firmare il trattato rifiuta di leggerlo non darà mai altra risposta di quella che ora sta dando ... Non firmerà, non firmerà. Non ha altro da dire. Si alza sdegnoso e ardente, come un automa invasato, seguito dai suoi, si inchina leggermente a tutti, si incammina alla porta, esce (p. 48). E la firma? evidentemente non c'è stata. Infatti in ghigno Weimar non riesce a costituire un Governo disposto a recarsi a Parigi per mettere la firma al Trattato (p. 49). Solo al 25 giugno la delegazione della socialdemocrazia atterrita, portata al potere dalla Repubblica filo-spartachista (!) di Weimar, Ita firmato oggi il trattato infame. Sono andato alla cerimonia (p. 54). Ma anche questa ultima data non è hi giusta,* perchè, ripeto, la firma si ebbe il 28 giugno.
La terza svista riguarda il contenuto del trattato. Parlando di quanto abbiamo ottenuto dice; Quale parte e stata fatta al nostro Paese nella vittoria comune ? Quale posizione morale e politica alla nostra Patria ? Defraudata in Africa, stroncata sul Danubio, esclusa dall'Asia vicina, aggredita in Adriatico, ributtata fuori dal campo della politica mondiale... Siamo stati donneggiati, ingannati aggrediti: negata la nostra vittoria, negato il nostro diritto, negato il nostro compenso (p. 32)... Esclusi praticamente dalla ripartizione del bottino economico in quanto all' Italia non spetterà che una percentuale inferiore al 6 sul totale delle astronomiche riparazioni tedesche. Esclusi, infine, e completamente, dalla distribuzione dei mandati , ipocrita formula con cui RI impinguano d'un colpo, e smisuratamente, le imperialistiche acquisizioni dei due Alleati... Non. uno ignora che il trattato è completamente volto a fine antitedesco, e dove non e antitedesco è nntitaliano. Sappiamo perfettamente che è stato costruito contro di noi non solo dove da compensi ugli alleati e nulla a noi, ma anche dove crea alcune costruzioni artificiali soltanto allo scopo di limitare o danneggiare