Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1941>   pagina <566>
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566 Libri e periodici
dell Albania e sotto la garanzia e il controllo esclusivo delle sei potenze. Da notarsi: la parolai esclusivo venne proposta dal nostro ambasciatore. E lo si capisce, se l'Alba­nia doveva essere assistita da tuia grande potenza, entravano in gara l'Austria e l'Ita­lia. La gara poteva finire a danno nostro, quindi occorreva parare al pericolo interessan­dovi tutte le maggiori potenze europee. E più in generale si può dire che nel 1912-13 Austria e Italia promossero ambedue e in completo accordo, l'indipendenza e l'integrità albanese; e se fecero ciò fu a causa della reciproca diffidenza.
Non fu Sangiuliano a porre le prime pietre degli edifici che poi sorsero in Libia, nei Dodecaneso, in Albania (p. 91). Le prime pietre della Libia furono poste da Gobi-lant nel 1887, quelle dell'Albania da ViscontiVenosta nel 1900. A Sangiuliano rimane solo il merito e merito grandissimo di aver poste quelle del Dodecaneso.
Un altra anticipazione cronologica fa l'A., quella della sconfitta greca, di cui fa menzione nei ricordi dell'agosto 1921 (p. 99), del dicembre del 1920 (p. 254), e della primavera del 1921 (p. 255), mentre essa si verificò nell'agosto 1922.
Tralascio alcuni altri rilievi per venire alla conclusione. L'A. nella prefazione ri dice di aver pubblicato il manoscritto dei suoi ricordi senza averlo toccato, ma gli esempi che ho ricordato ci indicano che è impossibile che abbia scritto molte cose che chi ha veduto ed osservato sa benissimo che non corrispondono alla realtà, e soprat­tutto non può aver indovinato i fatti prima che si verificassero. Occorre perciò ammet­tere che abbia scritto dopo. E allora è necessario fare una supposizione. L'A. aveva gli appunti presi nel 1919 e dopo, appunti senza indicazioni di luoghi e di date, magari buttati giti in fretta per servirsene dopo a stendere con calma le sue corrispondenze e i suoi articoli. Questi appunti gli sono apparsi interessanti ora, e li ha ripresi ma si è trovato nella necessità di ritoccarli, di integrarli, di dare loro una forma più appropriata, e diciamolo pure più utile al lettore. Ma in questo modo al materiale di prima mano e che rispecchiava veramente quello che ha sentito e pensato nel 1919 si sono aggiunte le considerazioni e le esperienze di dopo.
Ma ciò mette nell'imbarazzo il lettore, o meglio chi si accinge a ricostruire gli avvenimenti di quell'epoca, il quale si trova davanti alla difficoltà, per non dire alla impossibilità, di distinguere le considerazioni originarie da quelle aggiunte in seguito.
Fatte queste riserve, le considerazioni e i giudizi dell' A. sull* al tra pace, o meglio
cosiddetta pace considerazioni e giudizi che costituiscono la parte maggiore del
libro conservano tutto quanto il loro valore; , m
AUGUSTO TORRE
Tonisi e Biserta. Memorie storiche di GIACOMO GORRINI, Con presentazione di Fran­cesco Salata. Milano, I. S. P. L, 1940, in 8, pp. XVI-198. Lire 15.
Queste due memorie storiche, che vedono ora per la prima volta la luce a cura del sen. Francesco Salata, furono composte una, quella su Tunisi, nel 1889. l'altra, quella su Biserta, nel 1892, da Giacomo Gorrini, allora direttore degli Archivi del Mini­stero, degli Affari Esteri, rispettivamente per incarico di Francesco Crispi e del marchese di Rudhd. Stampate in solo 40 esemplari, dì cui alcuni furono distribuiti alle perso­nalità del tempo, esse gettano oggi, in un momento in cui la questione tunisina è tor­nata alla ribalta nelle rivendicazioni politiche italiane, notevole luce sul modo col quale il nostro Governo del tempo sub) primo lo scacco di Tunisi, poi, quasi non bastasse, dovette assistere pressoché impotente alla trasformazione di Biserta in un formidabile porto militare, permanente minaccia alla sicurezza della Sicilia e della Sardegna. Il Gorrini, per le sue pubblicazioni, si è vaino del materiale archivistico italiano di cui egli. disponeva o dato che, purtroppo, i documenti diplomatici italiani dal 1861 al 1915 giacciono tuttora sepolti nell'Archivio del nostro Ministero degli Esteri (benché da molti anni ai parli di raccoglierli e di pubblicarli a somiglianza di quanto tu fatto in Germania ed in Francia e, in minore proporzioni, almeno sino ad oggi, in Russia, in