Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1917
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pagina
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459
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(Hi emigrati veneti e la diplomami 459
Pace imposta da varie circostanze, pace necessaria, fa detta. Stretta ancor piti, non ostante Ifeopite promesse, fra gli artigli dell'aquila austriaca, la Venezia tutta mostrò col suo contegno, ai l'Italia, all'Europa, che non meritava quell'oltraggiosa ironia. Prima a drappelli, poi a squadre, erano già partiti i giovani in Pie? monte per combattere nell'esercito di re Vittorio contro l'oppressore delle loro terre: benemeriti uomini veneti, sfuggendo ogni contatto con gli odiosi padroni, erano esulati nel Piemonte, rappresentandovi
I V. il discorso di Napoleone ITE, il 19 luglio 1859, ai grandi Corpi dello Stato; specialmente le parole dell'Imperatore: H fallait se résondre à briser hardimcnt les entraves opposéès par les terrìtoires neutres, et alors accepter la e lutto sur le Bhin coturno sur l'Adige. Il fallai!; partout franchement se forti Ber 4 dn concours de la revolution : il fallait repandre eucore un Bang próoieux qui e n'avalt quo fcrop cotile* deja ; on un. mot, ponr triompher, il fallait risquer ce qn'il n'est permis a un souverain de mettre en jen quo ponr l'indépendance- de son pays . Ma Giuseppe Mazzini chiamò ViUafranca un nuove Oampoformio.
Giovanni Prati espresse il lutto del profondo disinganno di Yiillafranca nel
VI canto del poema Ariberto (Torino, 1860) :
. , , - . Informo scorzo Metter lume nell'orba Ira dò! volghi, O nel dubbio de' saggi, il di Olio posa Un euorme terror nuli1 Intelletto, 0 un erudel disinganno ulcera U core 1
Anche nel Vaie tfemm, pubblicato nello stesso ano 1860. e precisamente
nel cantò Fata, il Prati alludeva a ViUafranca :
...... Antica l'allude Dell'Ausonia e la Sventura,
Scritta In pianto sullo carte, Scritta In aangne sugli aoedar.
II repubblicano Giulio liberti, nella lirica ViUafranca, esclamava : E v'ha obi non freme ? Elisabetta Barrett-Browning, ohe aveva pur sostenuto Napoleone IH, fremeva. (V. l'ode su ViUafranca neM'Athenaìttmy 1859).
Ippolito Nievo, nel carme TMiafrunca esalò dolore acerbissimo ed ira, Sia perohó un'altra volta alla nefanda Balla de' grandi al concosso U cielo 1 egli chiedeva, e terminava il tempestosissimo carme cosi :
Miseri 1 non a tutti
Dato ft versar Uberamente il sangue,
se martiri morir, Oggi, a saU-ezaa
Dolio straniero, nitro straniero ve '1 vlota.
{Poesie d'Ippolito Ninno, con proemio - Firenze, Suoc. LoMonnier: H edizione, 1889, pag. 24-i). V. anche nolVFpistolario di 0. La Farina : la caustica lettera 3Ì Ausonio Franchi, 24 settembre 1859 (Voi. 3f, pag, 2Ò9V
Bileviamo che Adolfo Thlers, alla Camera francese definì l'auto all'Italia con questo insultante dilemma: Ou l'iniqidtó de prdtendre arder une nailon qui filli éternellcmont ddpundante, ou la duperki do mettre au monde en tafc nouveau, qui serali' un jour un enneml tifo