Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno <1917>   pagina <460>
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Raffaello Harlrìeva
il carattere, il senno, la dottrina, l'ingegno veneto e la cooperazione, anco intellettuale, per riuscire nel sacro intento; mentre erano an­ch'essi, come i militi volontari, vivente protesta dinanzi alla diplo­mazia, davanti all'Europa, contro; p ribadito dominio straniero.
Ì> spettacolo era bellissimo. Tutte le elassi dalle più elevate alle infime si stringevano intorno a lina sola bandiera, intorno a un solo invocato Re unificatore. L dissensi sulle forme rappresentative di governo, sui principi! politici, che, nel '48, avevano tanto divisi e turbati gli animi, erano spariti in quella vigilia ansiosa e solenne di attesa; non erano nemmen possibili, allora !
Nel '48-49, Venezia avea già avute prove stupende della fratel­lanza degl'italiani, accorsi d'ogni parte delia Penisola per difènderla contro gli-austriaci assediane ; e Venezia le aveva ricambiate conia riconoscenza, con l'ammirazione, con l'affetto ; sotto il giogo austriaco ella wMfàlJMM'lfo quell'affetto, e voleva saldarlo nell'abbraccio della comune liberazione. 11 dolore dei Veneti, all'annuncio (sulle prime non voluto credere) che il soccorso, così lungamente anelato, veniva disdetto d'improvviso da Napoleone, non si descrive. Allora io ero fan­ciullo; ma ricordo la ferale, muta costernazione nelle femiglie di Ve­nezia. Nell'entrare nelle case silenziose e desolate,.pareva che il capo adorato della famiglia fosse colpito da malattìa} letale. Pallidi i volti, scarse e meste le parole/jl compiànto per i poveri Veneti;; in Italia, e specialmente in Milano liberata e tutta lieta di 'bandiere svento­lanti al sole, si diffuse sincerissima. Molti, a Milano, piansero lagrime vere al pianto dei Veneti delusi.1
In Inghilterra, al ministero conservatore era intanto successo quello liberale "Ìitissel-Palmerston. favorevole alla causa ilaliana ; ma .Napoleone IH insisteva 'nW'SUQ proprio mostruoso concetto d'una federazione degli Siati Italiani, col ionìéfiee capo onorario*-e con la Venezia, annessa bensì alla federazione, ma governata dairAurtri Nel trattato di paee di Zurigo pò- novembre 1859) che conformava i preliminari delineati a Villafrauca, si era affacciato appunto di bel nuovo quell'ibrido programma; ma Vittorio Emanuele, conscio dei destini d'Italia, non tardò a scrìvere al suo primo ministro (ch'era il Lamarmora successo al Cavour jjft. Che dimissionario, fuggite da­vanti all'impronto arresto della guerra Iheraice:) queste paròla; Bisogna rifiutare:} non si fa luogo*.* Napoleone HI aveva laudata
JOHN WBBB PftQliYS) olio allóra si ttòv*iR Ideala, descrisse esattamente la desolazione di Ttmad dopo VIUatroMa. (Tedi il suo bel libro: Ittttg: front the full of Napoloon JT, in Mt5, io the year 1890, London, 1891 Pg 210).
'* MAUSARI, T'/V , Tiltwp Emanmh TL voi. II. pag. 4