Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1917
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pagina
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461
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Gli emigrali veneti e la diplomazia 461
quella malaugurata idea sin dal febbraio 1859 dettando al fido visconte La-Guérronière (un bonapartista che aveva la specialità degli opuscoli politici e che, più tardi, fu ambasciatore) l'opuscolo L*Empereur Napo-léon HI et VItalie; e sin d'allora i patrioti emigrati veneti, come il conte Giambattista Giustinian, avevano acerbamente patito alla possibilità che quell'idea fosse tradotta in fatto. '
È vero che la libertà d'Italia nacque a Solferino j il suo atto di nascita, che nessuno potrà mai sopprimere, fu firmato da Napoleone III, il quale, persuaso da Camillo Cavour, volle la guerra di Italia contro il pai-ere de' suoi ministri, del Parlamento, dell'opinione pubblica, contro il volere delT intrigante funestissima imperatrice ; ma in Francia vivevano ferventi amici d* Italia creati dal grand1 esule veneziano Daniele Manin; e prima dei 1859, Jules Favre (cosi prezioso per la liberazione di Roma) e Alessandro A. Ledru-Rollin (nomi a noi carissimi) parlarono nell'assemblea nazionale a favore dell'Italia. Al luttuoso domani di Novara, il Ledru-Rollin affermò persino, che l'Italia era più viva che mai ! a Un paradosso ; ma, in politica, il paradosso d'oggi è la verità di domani.
La sconoscenza del loro sacrosanto diritto era il più cocente cordoglio dei Veneti. Essi compresero ben presto, dopo Yillafranca e Zurigo, quante difficoltà si sarebbero opposte al compimento dei voti traditi. E si consacrarono a tutto un lavoro patriottico, per debellarle; lavoro che merita di venir meglio conosciuto. Una serie di documenti inediti* già appartenenti al conte Giustinian, ed ora in mio possesso, mi ila agio M gettar luce su quel patriottico, memorando
L Nell'opuscolo L'Mnipermr Napoléùn Mf' jf- 0ìalwt che usci attoniino, ma scritto* sello Btìlepoetico deliljaaiarfiuie, (lai visconte daJJa Guéronire, già untore d'una socie di Portraìis poliliqucs (1851), dopo un inno all' Italia: (l'Italia est plus tj n'irne na'itr ponr leu aufres uutions, e'est une w/fV'c. eco,, ecc.), sì logge riguardo al papa: ' Àu lieti rfo poimmer an peaple immobile É étóaed sa inaia sur tonte 1'JtaRe poro? la' benir et la oonduire : il est lo chef irrespon*able et vétoertì d'une eonfedécatfon .eie vingVsix minio ns da olu'dttens epu*, ulassés eri. dtffe*rents Etats. alHMfltóaitt toott àn còntre ofi se vonunent PaclhdfoÉ od la grandénc de i*BnÌIe. -liu madre delle nazioni' '.: nella vesto dSoeltlno, benedetta, dall'aspersorio papale!... - Il famoso opuscolo usci :* Parigi W 3 febbraio 1156 .nello stesso giorno àìVùitflfó; flotto, principessa Clotilde dì Savoia, spòsa del principe Bapo-leonoo 'Ptaporaì'orò aiiri;tumt al oiiof inlttlstri, con link, sopresa, l'apparlriono deU'qpusooio ohe avrebbe rlfloa lo sue idee sulla questiono italiana. LMUBRT DE SAINT-AMASD:-.M 'imm t. IWvlfc: 859) (Paris, Dento), pag, U.
' *-Mk Fiwicd WVMÉ0. itwtrM tttiétoirc pai* lùssum. BmACiàtipute' .Ms> F. Alcan, 1808), pp. 239-240.