Rassegna storica del Risorgimento
1848-1849 ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1941
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Vita dell'Istituto
e non cronaca, storia nel senso alto e perenne della parola, sviluppo di un popolo attraverso tutti i momenti e tutte le tappe. E la storiografia di oggi si adegua a queste nuove esigenze della cultura.
Precursore anche nel campo della storiografia di questi nuovi orientamenti ci appare Alfredo Oriani, che il prof. Gasperoni ha saputo presentare all'uditorio nella peculiare profondità di alcuni concetti storici contenuti nella Lotta politica e nella Rivolta ideale, libri di dottrina storica e di vita morale, intuizioni acute della grande rivoluzióne di un popolo nei suoi aspetti positivi e negativi.
Libera la cultura italiana da ogni soggezione alle varie culture straniere, cosciente della sua dignità e del suo valore scientifico, affrancata da molti luoghi comuni, ha riconosciuto al Risorgimento tutta la propria autonomia cronologica e morale: la storiografia di ieri lo faceva nascere dalla Rivoluzione francese e lo faceva agire nell'orbita della vita francese del secolo XIX, quella di oggi ne ha spostato gli indizi e ne ha assicurato la indipendenza. La Rivoluzione francese portata in Italia dalle armi napoleoniche vi trova un terreno già preparato ad accogliere i germi di libertà civile e nazionale, gli ideali di patria e di nazione. Il Settecento non è per la critica odierna il secoletto vìi di decadenza, di vanità, di pastorellerie, bensì un secolo fervido di vita, di civiltà di progresso in cui il Risorgimento, attuale nelT Ottocento, e già tutto espresso in potenza.
L'oratore ha tracciato tua quadro efficacissimo del secolo con la competenza che tutti gli riconoscono. Torino, Milano, Parma, Firenze, Roma, Napoli, per tralasciare tantissimi altri, sono i centri propulsori di questa altissima civiltà del sec. XVIII che ha espresso Vico e Filangieri, i Verri e Beccaria, Volta e Galvani, Muratori e Goldoni, Patini ed Alfieri.
Il Risorgimento non comincia, dunque, né con la Rivoluzione francese, né col Congresso di Vienna, ma assai prima nel tempo, certissimamente nel Settecento che vede delinearsi tutti i -grandi problemi compreso quello del latifondo che le epoche successive e particolarmente la nostra risolveranno, e neppure finisce il Risorgimento con la conquista di Roma: Roma capitale d'Italia non è fine a se stessa, ma mezzo di altissima missione universale. Il Risorgimento non termina col 1870 esso è tuttora in marcia: noi viviamo in esso e abbiamo la certezza di essere i continuatori nell'ultima guerra di liberazione d'Italia; l'eroismo, la dedizione dei soldati d'oggi confermano la continuità fisica e ideale di questi da quelli che fecero l'Italia, come il leggendario valore del Duca d'Aosta conferma hi tradizionale virtù guerriera di questa antica stirpe Sabauda.
II prof. Gaetano Gasperoni, interrotto spesso dagli appianai del pubblico, è stato alla fine salutato da una calda manifestazione di consenso e di simpatia mentre le autorità presenti si congratulavano con lui .
II27 agosto u. s. l'Ecc. Emilio Bodrero ha tenuto alla R. Università per stranieri una lezione su Ippolito Nievo. Alle notizie biografiche l'oratore ha fatto seguire un acuto esame della personalità artistica del Nievo, soffermandosi particolarmente sulle Confessioni di un Italiano, che ha chiamato il più grande romanzo patriottico dell'Ottocento* il poema epico dell'età di speranze e di delusioni, di lotte e di sacrifici dell ultimo Settecento e del primo Ottocento in cui fu maturato il Risorgimento. Alla lezione, cui ha assistito numeroso ed elettissimo pubblico, sono intervenuti tutti i membri della Consulta*
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REGGIO NELL'EMILIA. - Il giorno 4 aprile u. s. si e riunita la Consulta del Comitato nell'ufficio del Podestà del Comune per l'approvazione dei bilanci degli anni ecorsi. Presiedeva il presidente comm. ing. doti;. Alberto Ramusani, Podestà. Erano presentii consultori: N. IL aw. cav. uff. Antonio Cremona Casoli, l'aw. cav. uff. Francesco Saverio Gatta e il segretario prof. Ugo GnalazzinL Assente giustificato il