Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1941>   pagina <610>
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de Vecchi- di Val Cismon
Fu la prima tendenza che rischiò il peggio e pagò per tutti fc furono gli uomini di quella cui Carlo Alberto diede ascolto e in l'asso­luto rispetto verso il re Vittorio Emanuele I che consentì a Carlo Alberto di dare ascolto a quella corrente. Fu la seconda tendenza che creò la rivolta nella cittadella di Torino, che fece trovare uno spudo­rato avvocatuzzo fin nelle camere del Principe di Cariguano. che sollevò i dubbi prima e lo sdegno poi di Carlo Alberto, che strillò al tradimento ignorando quali rapporti corressero tra il Principe e i federati della prima tendenza.
Carlo Alberto, non era e non fu mai liberale e non vi ha faccia d'uomo che abbia mai potuto provare che fra il Principe ed i liberali fosse mai corso alcun patto . Che quando il Ke conobbe i deliberati di Lubiana accertanti l'intervento delle potenze della Santa Alleanza Carlo Alberto non poteva se non sconsigliare qualunque movimento anche se vi avesse prima aderito, e poscia, appunto perchè non era né traditore né sleale non aveva altra strada se non quella di ubbidire da soldato e da Principe (ubbidienza cieca, rispettosa, assoluta) ad un ordine militare del nuovo Sovrano Carlo Felice di recarsi con le truppe ubbidienti a Novara e di porsi agli ordini del Saliier de La Tour, Maresciallo di Savoia. Il parlare di fuga in una simile contingenza è ignorare o travisare i doveri di un Principe del sangue nonché di un soldato. Il parlarne oggi insistendo è opera che non fa onore a chi pronunzi la turpe parola. Carlo Alberto ha seguito in questa circostanza le vie dell'onore.
La reazione del 1833 e del 1834. Mazzini aveva scritta nel 1831 la nota lettera al nuovo Re. Per dichiarazione dello stesso Mazzini la lettera era una trappola. Quale meraviglia dunque che Carlo Alberto non vi sia caduto ? Che se la lettera fosse stata sincera Mazzini avrebbe mentito poi dichiarandola una trappola e giustificando il Re di non avervi prestato fede. Carlo Alberto reagì contro i movimenti del 1833 e 1834. Ma se quelli erano movimenti mazziniani antimonarchici perché mai il Re avrebbe dovuto lasciare minare lo Stato, l'Esercito in particolare e suicidarsi col regime monarchico da Lui impersonato? Anche per chi non. creda nell'origine e nel fondamento teocratico dei regni come vi erodeva Carlo Alberto sesta pur sempre vero che queste istituzioni non possono cadere sé non sia venuta meno la loro fun­zione storica.. E che la funzione della dinastia di Savoia fosse più viva che mai si incaricarono di dimostrarlo gli avvenimenti susse­guenti, sui quali non è neppure il caso di richiamare qui l'attenzione.