Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1941
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pagina
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613
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àncora di Carlo Alberto
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verso una meta che parve e fu col miracolo raggiunta dal figlio e successore. La ricerca del quando questa decisione sia stata presa non ha alcun rilievo per la Storia.
A questo fine Carlo Alberto subì il martirio; immolò resistenza. Tutti gli italiani lo sentirono e non basteranno i nuovissimi anatomici di quésto grande spirito che ce ne presentano i pezzi squartati con singolare ostinazione a demolirne la venerazione che la vita sacrificale ed il martirio generarono. Questa voluttà di squartamento spirituale non è giunta ad acquistare alcun nuovo elemento di fatto sul quale l'analisi possa poggiare; così che gli avvenimenti odierni non possono se non recare materia di lode per esperienza e veggenza all'antiliberalismo di Carlo Alberto. Egli ha vissuto e regnato in un periodo di crisi rivoluzionaria. Quale meraviglia se fu ad un tempo oggetto e soggetto della profonda crisi?
Altra volta, scrivendo sullo stesso argomento non abbiamo potuto far di meno che classificare gli acidi settari, antichi e novissimi detrattori di Carlo Alberto, avvicinandoli a quella fatale, fiacca ed astuta figura dell'uomo savio guicciardiniano, rappresentante di un mondo impotente, che Francesco De Sanctis, per aprire la via alla grandezza d'Italia, voleva ucciso nella nostra coscienza.
Oggi, pure, rilevando le cattive intenzioni politiche di codesti ingiusti giustizieri e non rinunziando a definirli secondo i loro meriti, vogliamo astenerci dal scendere nel campo della politica cui pure saremmo chiamati dal contegno loro.
Con la serenità del giudizio dettato dalla ragione poniamo a noi stessi alcune domande:
Quale miglior saggio della bontà delle istituzioni che non il perdurare di quelle e delle loro conseguenze nei decenni e nei secoli?
Quale più alta prova per l'azione dello iniziatore di una Impresa che non lo sviluppo e la conclusione della impresa stessa?
Quale prova più decisiva per l'indirizzo ed il corso di tutta una esistenza che non il modo della sua fine?
E possiamo serenamente rispondere, ben certi di non cadere in errore:
Il passaggio terreno di Carlo Alberto e la sua stessa morte hanno segnato un grande solco nella storia d'Italia nella quale il periodo 1848-49 è una pietra miliare. Questa figura di Re è viva in noi ed agisce nella storia presente come artefice di opere grandi. Il caràttere autoritario, religioso, austeramente alieno da qualsiasi demagogia o