Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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616
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616 Eugenio Passa monti
intervento, l'uno e l'altro. E, uscito dalla casa beycale Eurucr, il diplomatico inglese persuase Ahmed di accedere ai desiderata della Sublime Porta, promettendogli che avrebbe tentato di convincere l'inviato del Sultano a desistere dalla lettura, al popolo, del firmano d'investitura, mentre lo convinse di accogliere le proposte di conciliazione con il Governo sardo. Cosi facendo avrebbe potuto contare sull'amicizia di Londra e di Torino, che avevano, in Costantinopoli, il mezzo di far valere i suoi diritti. *) La questione sardotunisina poteva dirsi, ormai, risolta per quello che riguardava, almeno, la parte che vi aveva presa la Turchia. Rimessane la soluzione, con generale consenso, alla Gran Bretagna, la Sublime Porta erasi tolta dal grave imbarazzo nel quale si era messa, per ragioni di prestigio interno ed esterno, come meglio non avrebbe potuto sperare, aveva tutelato gli interessi del Bey, ed aveva fatto comprendere a questo ultimo che egli doveva, in ogni momento, ricordarsi essere sopra di lui, suo signore e sovrano, il Sultano: aveva dato a divedere alle potenze che essa non avrebbe tollerato che più oltre si procedesse alla spogliazione dei suoi domini di Asia e di Africa: aveva, nel tempo stesso, ottenuto di conservare rapporti amichevoli con la Sardegna, e di dimostrare al Regno Unito qual conto facesse della sua opera. Il Foreign Office, risolvendo il problema dei grani, come fatto essenzialmente economico, salvaguardava la dignità del Bey e dell'Impero ottomano, mentre concedeva al Regno Sardo quello che desiderava, risarcendo, con il pagamento della indennità, il danno subito dai suoi sudditi ed implicitamente ammettendo il torto di Ahmed hey. Sir Strattford Canning, nel riferire quello che da Londra eragli stato comunicato, diceva a Rifaat pascià di sperare che il Piemonte accettasse le proposte britanniche. Ed esprimeva questo desiderio al Pareto. 2) Tutto dava a divedere che presto sarebbe stato
1) Il Beoni al La Margherita inviò, il 25 marzo 1844, un lungo rapporto su queste vicende, che egli conobbe dai suoi informatori segreti. (A. S. T., Consolatì, Tunisi, 1844). H Bensì, però, non riscuoteva la piena fiducia del La Margherita, per il suo tortuoso procedere e per l'avidità di denaro e di potere, che lo faceva non sempre operare secondo gli interessi del suo paese. V'è nella corrispondenza del Pareto al La Margherita (A. S. T., Lettere Ministri, Porta Ottomana, mazzo Vili), un rapporto del 27 marzo 1844 in cui il ministro Bardo riferisce un colloquio con lo Sturmer. Il quale riferisce avergli il Bensì scritto, per ottenergli da Costantinopoli la protezione dei sudditi ottomani in Tunisi, nel caso che scoppiasse il conflitto turco-sardo. E il Pareto scrive: N'cst pas qu'il est asaez surprénant, ajouta M.r V Internonce, que dans ce moment-ci le Consul de Sardaigne m'adrc-ase une pareiilc demando? Au reste, coitiniin-t-il je ne ferai ancun cas de cotte domande, cor ce n'cst pas ù moi a indiquer à la Porte l'individu qu*elle doit choisir poor la protcction do ses sujets. (Id., id., id.).
2) Il Pareto scriveva al La Margherita il 17 aprile la sostanza.del colloquio avuto con il Canning: J'ai tout lieu de croirc, pourauivit l'Ambassadeur, et mon avis est conforme, à ce qu*on in'Ccrit de Londre que votre cabinet sera satisfait d'une poreiile décision, car, cornine, ù dire vrai, il n'y a pas eu dans la question, dont il s'agii, rien d'offeaant de la pan du Bey, mais shnplement une ìnfractaon dee Traités, il ne serait