Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <618>
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Eugenio Passamanii
si sarebbe, in un secondo tempo, passati all'attuazione di un pia grande proposito: effettuare quello che era stato l'ideale di Enrico il Navigatore e che fu raggiunto durante gli ultimi decenni del sec. XIX e i primi tempi del Novecento. Non appartiene, solo, a questo ultimo periodo della colonizzazione francese la idea di un immenso impero coloniale, u quale unisse il Golfo di Guinea con il Mediterraneo e colle­gasse l'Oceano Atlantico con il Mar Rosso. La storia della penetrazione europea nel continente africano ci insegna che, combattendo strenua­mente contro Olanda, Inghilterra, Spagna, Portogallo, la Francia, fin dal tempo di Enrico IV e di Luigi XIU, e per il genio di Richelieu, ha mirato a tanta meta che, se non ha potuto del tutto raggiungere, nulla ha tralasciato di possibile per conseguire. Considerando da prima l'Africa, come base di azione per opporsi alla preponderanza britannica nelle Americhe e nell'Asia, poi, valutandola, come territorio in cui avrebbe potuto rifarsi delle perdite subite altrove, con i suoi rovesci militari e diplomatici, subiti specialmente dal Regno Unito, venne concen­trando le sue migliori energie alla creazione di un potente dominio coloniale africano, mezzo, per riconquistare, a tempo debito, le posi­zioni perdute negli altri continenti. E mentre, fin dal 1637 con Claude Jennequin de Rochefort, che in André de Brue e nel Compagnon avrebbe avuto, sessantanni dopo, i migliori continuatori, era iniziata la esplorazione del Senegal; e con la Compagnia Normanna prima, poi con quella delle Indie Occidentali, trasformata nella Reale Compagnia del Senegal, gettavansi le fondamenta di una potente colonia nell'Africa occidentale, contro gli impedimenti di Olanda e specialmente di Inghil­terra; mentre, all'inizio del sec. XIX, la penetrazione della Francia di Luigi XVIII, con il Mollien, il René Caillé, il Rubault, il De Beaufort, ricalcando le orme de' predecessori, mirava a collegare, per vie interne, le regioni atlantiche africane con quelle mediterranee,l) si effettuava
l) La storia della colonizzazione africana ci rappresenta in modo indubbio quale sia stato il proposito della Francia nel fondare il suo impero, e nel combattere senza tregua la rivale britannica. Agli inizi del sec. XIX si fa questa contesa sempre più viva. Francesi ed Inglesi mirano a trovare la migliore via di comunicazione fra il Mediterraneo e il Golfo di Guinea, impadronendosi dei segreti del misterioso continente che solo poteva svelarsi a chi si fosse reso padrone dei grandi corsi d'acqua che sboccavano nell'Atlantico e nel Golfo di Guinea. A usa esplorazione anglo-sassone, ne segui immediatamente una francese. Cosi contro Mungo Parie, Henry Salt, il maggiore Laing, Richie o Georgo Lyon, il Rubault, nel 1804, esplora il territorio tra il Senegal e. il Gamba risalendo il corso supe­riore del fiume che dà il nome alla regione. Ed è continuato nel 1818 da Gaspard Mol­lien; nel 1824,1825 dal De Beaufort; nel 1827 da Rene Caillé che raggiunge Timbuctu e perviene al Marocco per il deserto. Sono, questi, gli anni in cui il.risorto imperialismo francese, con Cado X, prepara diplomaticamente la conquista algerina: Cfr. JOHNSTON H> H., IM colonizzazione dell'Africa, op. cit., pp. 169 sogg. passim', pp. 262 segg.