Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 619
lentamente, con un alternarsi di rovesci e di vittorie, la affermazione economica e politica nell'Algeria e nella Tunisia, in modo da dare a prima vista la sensazione che queste regioni fossero, per un diritto, implicitamente acquisito, riservate alla nazione francese. E quando sbarcarono le prime milizie di Carlo X in Algeria, contro la volontà dell'Inghilterra, e poco mancò che le due potenze separate dalla Manica non venissero alle mani, tutto il lavoro, preparato nel corso di secoli, apparve nei suoi fini reali, e fu iniziata apertamente quella politica che avrebbe dovuto dare alla monarchia dei Borboni il predominio su tutta l'Africa settentrionale, e con essa, del Mediterraneo. Accarezzando i disegni di Mehmet AB, a cui aveva, in un primo tempo, pensato per abbattere il Bey di Algeri, favorendo le ambizioni dei Caramanli e degli Husseniti, cercando di cattivarsi il Marocco, giuocando con gli uni e con gli altri l'abile carta delle rivalità che li dividevano, la Francia di Carlo X e Luigi Filippo tentava, nel consolidarsi in Algeria, di costituire, sotto forma di alleanza, di protettorato, abilmente mascherato, di riunire sotto di sé queste immense regioni, base di operazioni per un più ampio dominio nell'Africa centrale ed occidentale. E le missioni francesi in Etiopia si ricollegavano a questo gigantesco piano di conquista, che, continuando la politica di Luigi XIV, illuminato dal Leibnitz, e quella di Napoleone, si riconnetteva alla condotta tenuta verso il ribelle pascià egiziano ed i suoi ideali Si indipendenza. lf
È facile a comprendersi che in tutto questo complesso di intenzioni imperialiste, di interessi economici, di operazioni militari, la Tunisia dovesse costituire un elemento fondamentale. La sua posizione geografica la rendeva strategicamente indispensabile a chi avesse voluto, da un lato, riunire il Marocco, alla Libia ed all'Egitto, per l'Algeria, dall'altro, a coloro, che si fossero proposti di scendere verso le regioni dell'Africa centrale e quelle della occidentale. Tutto ciò, quando non si fosse tenuto presente il valore che le coste tunisine potevano avere per chi si fosse proposto il predominio del Mediterraneo; per l'amicizia, rinata con i Borboni di'Napoli, la Francia, messo, in un modo o nell'altro* piede in Tunisi e divenuta padrona di Biserta, poteva troncare le libere comunicazioni tra Gibilterra ed il Mediterraneo orientale, con immenso danno commerciale e politico di chi avesse avuto bisogno della libera navigazione nel mare latino. E in Londra, cui si era immediatamente prospettata questa realtà, erasi cercato, con ogni mezzo
J) HANCTAUX G., Ilisinire de la Nation ogypiiemw, op. cit., voi. VI passim; JOBNSTON H. H., La colonizzazione dell'Africa, op. cit., pp. 210 segg.