Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <621>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 621
prerogative e delle attribuzioni dei consoli di Luigi XIV, la protezione dei missionari cattolici. I quali, qualunque ne sia la nazionalità, devono rivolgersi, per tutela loro personale e per il libero esercizio del loro culto, al rappresentante del Re di Francia. È notevole, per questo riguardo, il trattato del 28 giugno 1672, nel quale al Console Francese si riconosce la preminenza sugli altri consoli, a cui è apertamente rico­nosciuto il diritto di compiere i riti della sua religione: le nazioni europee che hanno colonie in Africa, pagheranno al Consolato suddetto speciali canoni: i suoi beni godranno della immunità. A completamento di que­sto, è il trattato del 30 agosto 1685, per il quale i padri cappuccini e gli altri religiosi sono considerati come sudditi del Borbone, che li prende sotto la sua protezione, né potranno perciò essere molestati, né nelle persone, né nei beni, né nel loro ministero. Siffatta condizione privile­giata si afferma nel Settecento, durante il quale più strette sono le rela­zioni fra Parigi e Tunisi, dove si comincia a sentire il peso di questa preponderanza, dispiegata con un sempre minor riguardo per la dignità dei Beys. Ma quando essi cercano di liberarsene e di riconquistare. la indipendenza di azione e di pensiero, sono piegati alla volontà del Governo di Luigi XV. Durante la lotta eroica di Pasquale Paoli contro la occupazione francese, il Capo dello Stato Tunisino manifesta, aperte, le sue simpatie per l'assertore della libertà dell'isola italica. E se ne avvedono i negoziatori francesi, il De Saizieu ed il De Brove, che com­prendono quale danno possa derivare al loro paese da un mutamento di condotta del Bey. H quale, solo dopo due TITIÌ di resistenza accanita, deve accettare il trattato, impostogli con la forza e con le aperte minacce, del 25 agosto 1770, con cui riconosce l'annessione della Corsica alla Francia, ed al Borbone restituisce gli schiavi còrsi, presi e condotti a Tunisi su navi, che battevano bandiera francese.1) 11 genio italico di Napoleone riafferma, il 22 febbraio 1802, i privilegi che la monarchia aveva ottenuto in Tunisia, ma ottiene ciò, più per il prestigio del suo nome che per la simpatia verso il paese che egli governa: e di siffatto privilegio abusano i consoli del Consolato e dell'Impero, per eliminare gli impedimenti commerciali, che ancora si frappongono al predominio francese nella Reggenza.
I numerosi trattati di commercio che, in seguito a quelli militari, sono stati conchiusi, durante il Seicento ed il Settecento fra Francia e Tunisia, sono ispirati all'unico criterio di rendersi padroni di tutte le
l) ROUABD DE CARD, Traltés de la Franco avec les pays de VAfrique du Nord, op. cit., pp. 188.