Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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Eugenia Passamonti
attività del paese. E colpiscono in modo peculiare gli italiani che si erano stabiliti, specialmente, nell'isola di Tabarca e che non possono reggere contro la lotta, loro dichiarata dal Banco del Capo Nero, che, pur pagando al Bey un notevole canone, conosce i modi di abilmente rifarsi delle subite passività. E il trattato del 2 agosto 1666, e quello del 25 agosto 1685 sono la indiscutibile documentazione del come 1* attività francese, nel campo economico, abilmente sostenuta dal Governo di Parigi, si fosse potuta affermare ed ampliare nella Reggenza. E quando la Compagnia del Capo Nero, insieme con quella denominata il Bastione di Francia si era fusa nella Compagnia d'Africa, e attraverso diverse trasformazioni, era creata il 22 febbraio 1741, la Quarta Compagnia Reale d'Africa, le migliori fonti di guadagno erano venute nelle sue mani: basti ricordare il monopolio del corallo, ad essa concesso il 14 marzo 1768, e che, per secoli, era stato accentrato nelle mani italiane. *) La restaurazione borbonica aveva ripreso la politica di tutti i governi che l'avevano preceduta: ma la attività degli italiani, che si era venuta rapidamente riaffermando, con i primi anni del sec. XIX, aveva frenato, raggiunto e sorpassato in breve corso di tempo quella francese. La quale, però, aveva conservato una posizione privilegiata al Bardo, contrastata con efficacia dall'Inghilterra e dalla Sardegna. La spedizione di Algeri fece sentire al Governo francese, impellente, la necessità di eliminare qualsiasi concorrenza in Tunisia, che veniva ad essere uno dei punti nevralgici di tutto il suo sistema imperialista. Ed ora con le minacce, costituite dal Bey di Costantina, ora con le lusinghe, invitando i principi Husseiniti a porsi a capo di regioni algerine, 2) erasi cercato dalla monarchia orleanista di riconquistare quella condizione privilegiata, che aveva ottenuta durante i secoli scorsi. E la stessa politica verso la Turchia, nella guerra del 1839-41, aveva avuto, fra gli altri, lo scopo di dimostrare a Tunisi che solo nella Francia essa poteva sperare di avere salvaguardata la propria indipendenza. E l'aspra, diuturna contesa con Londra, per il predominio nel Mediterraneo, svolta sia a Costantinopoli, sia in Egitto ed in Siria, aveva acquistato al Bardo un'intensità che trovava la spiegazione sua piena, non solo in tutta la generale politica imperialista dei due paesi, ma anche nella reciproca, ferma volontà di non lasciarsi sopraffare in questa terra berbera, la cui conquista poteva significare l'arresto o il trionfo di una langa, faticosa opera di predominio politico ed economico. In questo stato di cose scoppiò il conflitto sardo tunisino del 1843.
*) JÌOUÀRB DE CARD, Traités de la Franca, op cit., p. 184.
2) SEBBÉS I., La politique turque, op. cit., pp. 66 segg.; pp. 126 segg.