Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; EMIGRAZIONE POLITICA
anno
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1917
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pagina
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465
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(ili emigrati veneti e la diplomazia 465
ghiamo a volerci riscontrare se Ella e gli altri emigrati veneti in Torino convengono di eleggere la Deputazione che tosto si rechi a Parigi ed a Londra per questo importante scopo.
Gradiremo di essere istruiti di quanto altro nell'argomento per la migliore riuscita dei nostri intenti, dir ettia promuovere la prò- messaci indipendenza della nostra patria, 11 cui destino vogliamo sperare che non sia irrevocabilineute fissato-
Una simile lettera venne da noi diretta al sfg. ing. Cavalletto, col quale Ella vorrà prendere le opportune Intelligenze .
È chiaro che il consiglio di quei signori ministri (fra i quali fi Rattazzi) si traduceva in queste parole: Noi ce ne laviamo le mani . Essi, infatti, non si sentivano di dover suscitale una spinosa questione proprio al domani nel quale Napoleone, l'arbitro del moifipntov l'aveva sopita per le mire sue.
Pochi giorni dopo, e precisamente 17 agosto, l'Emigrazione veneta in nome proprio e dei concittadini tenne a Milano una seduta, che dev' essere ricordata. Vi erano presenti egregi cittadini veneti: il citato conte Stefano Medili,, il conte Pietro Correr, conte Sluguinozzi, conte Emo Capo'lilista,.!avvocato Tedeschi di Verona e Fìgarolli già nominati. E inoltre: D'Italia, Arvedi, Sacchetto, Giordani, Da Zara, èli pubblicista Leone Fortis di Trieste. luM, unanimi, elessero una deputazione di cittadini veneti, che sostenesse le ragioni della Venezia non gfgte presso i sovrani (questi erano eliminali pgtf il momento) bensì pressoigeerai, non solo di Kritnìk e d'lnghittonng ma aiÉs' presso le ambasciate ; di Russia e di 3Éìuga residenti a Parigi e a Londra.1
A costruire la depu fazióne feotìicH unanime voto, eletM quattro concittadini : l'avvocalo Sauotto taafÉi Francesco Avesani (autore della capitolazione degli .ausaci Vreeziajiì" marzo 184 Leotfa Mncherle: ( ministro dal iRmeio- della Repuoblici di *fMlg Mi *tó cónte GiOvatìM fek ItfSÌPP* Qr; pattàìii coafor*
contro gliMÉsà tìselltólfe e il conte 0eltì5olfln-Boida,i, anafo'egli veneteÌ*nM ? membro e serftWo;dPf8seittbiea di Venezia.
"Torino? il SO'tigrato J.W, afe migrati: -veneti' si rMirono per lo: stso scopo. U ;è0MUM<Ìi quéi; mm, éMtt a Jfepmare la Botwéìjflto ucmmM tifo mLéétòto d6fo>lt che la qu8U8i
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