Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <628>
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628 Eugenio Passamonil
E vero per altro, che rarissimi erano i francesi che commerciavano in queste derrate e questi pochi, come si è veduto, segretamente erano stati avvertiti delle disposizioni che si venivano preparando. Ma subito dopo questo atto di diplomazia, il De Lagau aveva im­mediatamente ripreso le più amichevoli relazioni con Ahmed bey, dimostrandogli che, se su qualcuno egli poteva contare, nella presente vertenza, questo era la Francia. Ed un episodio singolare erasi veri­ficato, che aveva dimostrato, quanto e come il rappresentante di Luigi Filippo avesse saputo imporre il prestigio del proprio paese alla corte beycale. Tardando il Bey a ricevere il console francese ed il comandante di una missione navale, questi se ne era andato, irritato che lo si fosse fatto attendere per più. di un'ora; né egli, né il De Lagau si erano mossi agli immediati, replicati inviti del Reggente, fino a quando egli non aveva inviato, per richiamarlo, una missione, composta di un principe della casa regnante e de7 più alti ufficiali della corte. Tanto ossequio da parte di Ahmed Bey aveva impressionato europei ed indigeni che lo avevano confrontato con il modo intransigente usato verso il Pie­monte, deducendone che qualcosa di più intimo, di quel che esterior­mente appariva, dovesse esistere fra il Bardo e il Consolato francese. E ciò aveva avuto anche l'effetto di irritare molte sfere della pubblica opinione tunisina, alle quali non sorrideva la prospettiva di fare, presto o tardi, in un modo o nell'altro, la fine dell'Algeria. H Peloso, parlan­done con il La Margherita, affermava che i tunisini
non lascia(va)no di esprimere che la gravezza dell'affronto non era tale da rendere nna riparazione sì grande. Cotanta condiscendenza rilevò in S. A. un carattere debole e timido alla circostanza, quindi attribui(va)no a iattanza ed ostentazione la possanza di coi vo(Ieva) fare pompa; non ignorando essi quanto più, forte (fosse) la Sardegna che il loro stato, teme(va)no con ragione gli effetti per cui altamente rimprovera(va)no la ingiustizia del Bey verso (gli Stati Sardi).*)
Lavorando abilmente Ahmed bey, sì da convincerlo che, nella ver­tenza con la Sardegna, si voleva far un torto al suo diritto di principe i ndipendente, e con il lusingarlo, quindi, nel più delicato suo sentimento, il De Lagau, contemporaneamente, sapeva trarre il maggiore vantaggio per il proprio paese, nella dibattuta questione dei confini con l'Algeria. Da prima sembrava che ciò fosse problema spinoso, perchè il Reggente non voleva credere al disinteresse francese, né sapeva conciliare, nel suo intimo, le dimostrazioni, i suggerimenti che gli si facevano e gli si offrivano, per confortarlo nella più salda resistenza contro il Piemonte,
*) A. 8. T. Consolati Nazionali, Tunisia, mazzo IV, il Peloso al Margherita, 5 novembre 1843,