Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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629
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 629
con la manovra, che mirava a privarlo di una parte de' suoi domini. Ma il De Lagau eTa riuscito a convincerlo che non gli si voleva togliere ciò che, storicamente, apparteneva alla Tunisia, bensì lo si voleva sospingere a rettificare una linea di demarcazione che era stata modi-ficata senza la sua volontà, ai danni della provincia di Costantana, ora sotto la sovranità francese. E gli si era prospettata la possibilità di avere più ampi compensi territoriali ed economici, appoggian-* dosi alla Francia. La quale, come lo avrebbe sostenuto nella contesa contro il Piemonte, così sarebbe ricorsa a tutti i mezzi per tutelarne la integra indipendenza, militare e politica. Al cui scopo il De Lagau gli aveva suggerito di appoggiarsi alla Turchia, perchè questa intervenisse, se gli Stati sardi avessero mostrato di ricorrere alla forza, per ottenere la revoca della circolare per i grani. E gli aveva comunicato che l'ambasciatore francese a Costantinopoli aveva avuto istruzioni, per ottenere, che la Sublime Porta intervenisse nella vertenza tunisina con il Governo sabaudo e impedisse qualsiasi sopraffazione dei diritti beycali. Ma poiché ad Ahmed, astuto conoscitore di tutti i meandri della politica orientale e di quella del Divano, l'intervento dell'impero ottomano richiamava ciò che era accaduto di recente a' Caramanli, il De Lagau a ve vaio accertato che Luigi Filippo non avrebbe mai permesso che si ripetesse, in Tunisi, ciò, che era avvenuto in Tripoli. Se le navi turche fossero comparse, sotto qualsiasi pretesto, davanti alla Coletta, la squadra francese sarebbe immediatamente accorsa ad impedire ogni atto di ostilità e di predominio. E conoscendo quanto il Reade potesse, per la sua abilità e per il prestigio britannico, controbatterlo in questa campagna di persuasione, il De Lagau aveva convinto Ahmed che il Regno Unito, come si era comportato nella questione egiziana, così avrebbe operato contrariamente agli interessi tunisini, per la stretta amicizia che lo legava tanto a Costantinopoli quanto a Torino.
Con un principe di minore destrezza sarebbe stato agevole al De Lagau avere la partita vinta: ma Ahmed bey, che conosceva gli uni e gli altri, ed al quale, se era noto ciò che. era accaduto* in Egitto e nella Tripolitania, 1J non era sconosciuto quel che avveniva nell'Algeria, aveva preso il partito di usare, quant'era possibile, dell'aiuto francese, in modo, però, che non apparisse la sua totale adesione a Parigi. Ed aveva prospettato al rappresentante di Luigi Filippo la possibilità che una qualche potenza, che avrebbe potuto essere anche la Gran Bretagna,
1) La preoccupazióne di fare la fine dei Caramaritt era costante in Afonecl bey, (A- S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, mazzo IV, il Bensì al La Margherita. 7 dicembre 1843).