Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
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1941
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630
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630 Eugenio Passamonti
la quale non aveva diretti interessi nella vertenza ed aveva conservato una perfetta neutralità, avesse potuto offrire la sua mediazione. Questi vaghi accenni dell'astutissimo Ahmed, che voleva trarre tutto il vantaggio per la sua stessa difficile condizione, dalla rivalità, che, per causa sua, divideva le due maggiori nazioni dell'Europa occidentale, erano stati afferrati a volo dall'abile De Lagau. Il quale aveva fatto vaghi accenni allo stesso Bensì di non fare, della vertenza per i grani, una questione europea e di lasciare a lui di appianare amichevolmente la cosa. E questo il console francese proponeva, quando il De Bourquenay, in Costantinopoli, abilmente si adoperava per trascinare Turchia e Piemonte in lotta l'un contro l'altra e, della tunisina, fare una vera e propria faccenda internazionale.
Se ciò era potuto tornare gradito al Bey, non era stato accolto, con favore, dal Bensì, che si era limitato a comunicare al La Margherita la proposta del De Lagau, rendendogli, nello stesso tempo, conto dell'intenso lavoro che il console di Luigi Filippo veniva dispiegando, non solo al Bardo, ma in tutti gli ambienti tunisini, per convincerli che solo, nel sostegno francese e nell'eventuale mediazione di questa potenza, avrebbero trovato il modo di risolvere, pacificamente e dignitosamente, la questione con gli Stati sardi.1) La mediazione francese non avrebbe avuto altro effetto che di stroncare, se non materialmente, moralmente almeno, la progressiva, pacifica espansione sarda in Tunisia, per evidenti ragioni. Nel pensiero del Bensì e degli italiani stessi, che si trovavano nella Reggenza, l'intervento della monarchia orleanista era, forse, pia pericoloso della, stessa resistenza beycale. Bisognava quindi impedirla, salvando però le apparenze, e non offrire insieme il minimo appiglio a chi gelosamente sorvegliava gli andamenti della questione.
III.
Un siffatto stato psicologico non era ignoto alle sfere dirigenti francesi. Le quali avevano compreso immediatamente che, se volevano riuscire nell'intento propostosi, di approfittare della vertenza sardo-
U A. S. T., Consolati Nazionali, Tunisi, mazzo IV, il Bensì al La Margherita, 12 dicembre 1843: Un altro rumore, al quale fan credito gli andamenti del console francese, si è che egli sia stato o tenti d'essere incaricato d'appianare le nostre vertenze con questo governo. Non so fino a dove possano fondarsi tali supposizioni, ma nel dnbbio che esse ti avverino, il dover mio e la profonda mia devozione al governo di S. M. mi impongono di pregare V. E. di voler prendere in considerazione quanto ho avuto Tenore di comunicargli col precedente mio rapporto sul conto di questi agenti francese ed inglese, acciò la dignità del R. Governo e gli interessi dei reali suoi sudditi non abbiano ad essere compromessi.