Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA ; TUNISI
anno <1941>   pagina <633>
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La vertenza franco-sarda per Tunisi (1843-1844) 633
Ma, se il ministero Guizot e gli uomini più eminenti delle sfere poli­tiche francesi tacevano con il Bugnole,*) Io facevano attentamente sor­vegliare, cercando con qualsiasi mezzo di potere conoscere, quali fossero le intenzioni sarde verso il Bey ed il suo territorio. Ed il Guizot inviava persone, di infimo grado ed apparentemente estranee agli ambienti di governo, all'ambasciata sarda, sotto plausibili pretesti, perchè esse potessero entrare nella fiducia del ministro sardo e carpirne i segreti. Il 16 gennaio 1844 il Brignole comunicava al La Margherita che un certo sig. Felix, professore di belle lettere, gli aveva scritto per dirgli che, tornato da una quadriennale dimora negli Stati barbareschi, ne aveva portato numerosi documenti e materiali d'ogni specie, in modo parti­colare sulla Reggenza Tunisina, riguardanti piani di città e piante della Goletta con tutte le sue fortificazioni; qualora il rappresentante degli Stati sardi avesse voluto acquistarli, sarebbe stato disposto a cederglieli, pronto in ogni caso a fornire tutte le delucidazioni desiderate: attendeva solo di essere chiamato ed udito. Il Brignole intuì che si trovava di fronte o ad un avventuriero o ad un emissario: probabilmente aveva a che fare con l'uno e con l'altro. Con abile politica egli volle conoscere l'individuo e intendere le ragioni della sua offerta. Mandò a riceverlo un valente suo collaboratore, il cav. Nasi, che nella storia diplomatica sabauda doveva lasciare un nome non obli ab ile: il sig. Felix, che non si era lasciato trovare all'indirizzo lasciato, si lasciò finalmente rintrac­ciare. Ma i documenti esibiti erano di così scarso valore che furono rifiutati; e il tentativo, di potere entrare al servizio dell'ambascieria sarda in Torino, svanì immediatamente. 2)
Più serio fu il caso che, pochi giorni dopo, si presentò al Brignole. Un signor Ippolito di S. Anthoine, segretario generale dell'Istituto d'Africa, associazione consacratasi all'abolizione della schiavitù, residente in Parigi, si presentò al rappresentante di S. M. Sabauda dicendogli che aveva da proporgli un progetto di pacificazione:
II ra'a dit alors scriveva il Brignole al La Margherita, il 6 febbraio 1844, gue se trouvant depuis plnsieurs annécs cu relation avec le Bey de Tonis, étant lionoré par ce Ponce d'une bienveillancc toute speciale et connaìssant intimement Mr. Baffo par l'cntretlent duqucl l'Institut est parvenu à obtenir de S. A. l'affranchi ssenxcnt des enfant* des esclaves ttmisiens, il avait pensò ijii'il pouvait employer efficaccment san
1} <c Qnant au Mlmstère Guizot, il continue a garder avec nioi un silence absolu sur nos dcznélés avec le Bey et je m'ai gardé a mon tour de provoquer avec lui aucun entxetien au enjet de cette affaire . (vi. S. T, Lettere Ministri, Francia, mazzo 274, il Brignole al La Margherita, 20 gennaio 1844).
2) A. S. T Lettere Ministri, Francia, mazzo 274,, il Brignole al La Margherita, 1 febbraio 1844.